a cura di Marinella Filippi
La documentazione educativa è un’attività di lettura, analisi, interpretazione, rielaborazione dei documenti, descrive processi didattici ed educativi, fornisce indicazioni metodologiche e strumenti facilitatori dell’apprendimento/insegnamento, trasforma la “conoscenza” prodotta nella scuola in “sapere collettivo”, in risorsa affinchè la scuola si configuri sempre più come una comunità di ricerca, una learning organization.
Documentare non deve considerarsi atto finale ma avvio e accompagnamento per un qualsiasi percorso di ricerca “...se la ricerca vive nella documentazione, la documentazione non sta a sè ma dipende dalla ricerca...” (Lorenzo Campioni – CDE Emilia Romagna)
Il docente dovrebbe considerare la documentazione “un valore aggiunto” alla sua professionalità e non “un lavoro aggiunto” . Un buon processo di documentazione, infatti, favorisce processi di metacognizione, facilita il lavoro collegiale e la progettazione educativa, rende memoria di percorsi didattici pensati, realizzati, vissuti. Trasforma il risultato dell’impegno e della ricerca dei docenti in ricchezza condivisibile, in risorsa comune, permettendo di riutilizzare procedure e materiali già sperimentati. Inoltre, una efficace documentazione d’istituto, orientata al territorio, rende visibile la capacità progettuale della scuola, la sua ricchezza operativa e facilita la progettazione integrata.
Il processo documentario nella sua strutturazione prevede tre fasi: raccolta; trattamento, diffusione. Nell’ambito della documentazione educativa, fondamentale diventa il momento in cui il docente, dopo avere smontato il percorso dell’intervento didattico in tappe essenziali adeguatamente rappresentate, individua e seleziona i materiali secondo criteri di significatività e di chiarezza, tenendo presente che non sempre ad un numero eccessivo di informazioni/documenti corrisponde una buona documentazione.
Tale fase è sì un momento forte di riflessione per il docente ma è anche un momento di progettazione/produzione della comunicazione che deve risultare chiara, sintetica, efficace.
Gli elementi essenziali della documentazione sono la scheda sintetica, identificativa dell’esperienza, ed il dossier documentario per l’approfondimento e arricchimento dell’informazione.
La scheda offreinformazioni essenziali, identifica il tema, gli autori e le caratteristiche più importanti, rappresenta la carta di identità dell'esperienza.
Il Dossier documentario, documentazione di approfondimento, costituisce un arricchimento dell'informazione e generalmente mira a far risaltare gli aspetti più significativi, più innovativi , gli aspetti che possono costituire elementi di trasferibilità. Nel costruire un dossier documentario bisogna tener conto dei destinatari dell’informazione, variabile che condiziona profondamente le modalità di descrizione dell'esperienza. Considerato che la documentazione educativa focalizza il come, i processi degli interventi didattici, è necessario prima di tutto identificare gli elementi base di una documentazione di percorso.
Come e quando iniziare a raccogliere ed organizzare i dati
Si può decidere di documentare in due momenti diversi: a priori, sin dal momento in cui si progetta un percorso didattico; a posteriori, al termine del percorso.
Dal Manuale GOLD:
“Nel primo caso (a priori), la documentazione fa parte di una prassi corrente di "annotazione" in progress dei punti cruciali dell'esperienza che culmina in una sintesi finale, indirizzata a riflettere in itinere sul proprio lavoro professionale, a mantenerne memoria per riprodurlo con adeguati adattamenti in situazioni diverse, a estrapolarne strumenti esportabili e riutilizzabili. Questo habitus è in ogni caso consigliabile, perché aiuta di per se stesso a strutturare il percorso. Esso facilita, inoltre, la disseminazione dell'informazione sull'esperienza, in quanto dati e riflessioni chiave sono stati già elaborati contemporaneamente allo svolgersi del processo e non devono essere recuperati faticosamente a posteriori. La sintesi finale sarà comunque necessaria e consentirà, grazie alla visione d'insieme che è possibile solo alla fine di un percorso, di definire il focus dell'esperienza, il suo significato complessivo, le condizioni di trasferibilità; consentirà inoltre di dare le migliori istruzioni per l'uso degli strumenti didattici (oggetti didattici) elaborati in situazione, ma i materiali da cui partire per questa sintesi saranno già tutti disponibili. Nel secondo caso (a posteriori), motivazioni metodologia, riflessioni, strumenti elaborati devono essere recuperati o ricostruiti quando l'esperienza ha già avuto corso. L'operazione non è impossibile, ma richiede uno sforzo molto maggiore e non è quindi consigliata.”
Tra gli strumenti che più si prestano per una documentazione in itinere vi sono i diari e le checklist.
Il Diario di Bordo è uno strumento d’introspezione, che si basa, per la sua redazione, sull’osservazione di fatti ed avvenimenti. Nella sua struttura, il diario può essere composto da fogli o cartelle su cui si annotano:
- Osservazioni, idee, sensazioni, reazioni, interpretazioni, riflessioni, ipotesi, spiegazioni, convinzioni, percezioni...
- Elementi salienti, negativi o positivi, che hanno caratterizzato le varie fasi del percorso
- Incidenti organizzativi
- Costruzione, modifica, sostituzione di materiali predisposti per l’attività didattica
- altro
Le annotazioni vanno fatte quasi in tempo reale al fine di registrare con immediatezza, franchezza ed onestà le proprie impressioni, idee...
Durante la redazione del Diario, soprattutto nel passaggio dalla fase privata a quella pubblica(descrizione esperienza) potranno emergere aspetti che richiederanno l’esplorazione attraverso altri strumenti (Questionari/Griglie d’osservazione) e che integreranno la documentazione.
Le Checklist sono elenchi di tutto ciò che si pensa sia utile osservare o annotare, a scopo principalmente di promemoria. La checklist o scheda di osservazione permette di raccogliere delle informazioni in maniera precisa, sistematica e veloce. In sostanza non è altro che un elenco di elementi che sono da segnare, scegliere, categorizzare oppure mettere in ordine.