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IL CORPO OLTRE LA DISCIPLINA La Ricerca - Azione nelle
scuole |
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DIREZIONE DIDATTICA
"T. COLONNA" DI PALLERMO |
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Il corpo oltre la disciplina Ho
iniziato la mia esperienza subito dopo qualche giorno dal corso e ho
sempre appuntato tutto sul mio quaderno, ma non ho avuto tempo per
trascriverlo al computer. Io
insegno al Capo (quartiere popolare di Palermo), presso la scuola
elementare G. Ugdulena e ho una II elementare molto difficile da
gestire. Mi hanno affidato, contro la mia volontà, questa classe lo
scorso settembre adducendo come motivazione che “io avrei potuto
sistemare quei bambini” che già dallo scorso anno avevano dato non
pochi problemi. Sin
dall’inizio dell’anno ho cercato di lavorare sul corpo e mi sono
posta come obiettivo principale la costruzione di un clima sereno
positivo all’interno della classe, agendo sulle relazioni sia tra gli
stessi alunni che tra loro ed il team docente. La
vita all’interno del gruppo classe in certi momenti era impossibile:
sedie in aria, bambini e insegnanti che si facevano male… attualmente
alcune manifestazioni di violenza sono più sporadiche! Dopo
le due giornate di corso ho pensato di lavorare sul contatto fisico per
sperimentare insieme a loro che le mani, i piedi e tutto il nostro corpo
si possono utilizzare non solo per fare del male agli altri e/o per
ricevere male dagli altri o per scappare. Questo mio obiettivo è
diventato ancora più forte dopo che ho proposto agli alunni il gioco
della scossa. Dopo aver spiegato al gruppo classe come si doveva
svolgere il gioco diverse volte, si sono scatenati momenti difficili: -
bambini
che approfittavano per stringere la mano molto forte per provocare del
dolore agli altri; -
bambini
che accusavano i compagni che gli avevano stretto la mano; -
bambini
che non passavano il messaggio. Momenti
di grande panico! Ho
pensato di fare lo stesso gioco sostituendo la stretta di mano con un
movimento più visibile: toccare con il proprio piede il piede del
compagno. Anche in questa situazione qualcuno ha approfittato per
“saldare conti in sospeso” con i compagni dando una pedata. Dopo
vari tentativi siamo riusciti a portare a termine il gioco. Adesso
facciamo questo gioco ad inizio di ogni attività per raccogliere la
concentrazione. In
questi incontri abbiamo sperimentato come le mani e i piedi non
necessariamente devono essere utilizzati per fare o per ricevere del
male. Grosse
difficoltà abbiamo avuto ad usare la mano per donare una carezza! Dopo
diversi interventi ora un piccolo passo si è registrato: la maggior
parte degli alunni adesso riesce a dare una carezza, ma solo sulle parti
coperte dagli abiti (braccia, spalle) e a
ai compagni dello stesso sesso. Ho
provato a proporre l’attività che prevede di lavorare in coppia e di
toccare una parte precisa (su mia indicazione) di un compagno, ma non ho
continuato perché ritengo che i tempi non siano maturi. Stiamo
lavorando su questo, vi terrò informati. Sto
sperimentando queste attività anche con un gruppo di alunni stranieri,
perlopiù cinesi e non parlanti la nostra lingua, con i quali faccio un
laboratorio per l’apprendimento dell’italiano come lingua 2. Ma ho
incontrato molti ostacoli, specialmente con i cinesi. Per molti alunni
il contatto è difficile da gestire. In questa esperienza sono ancora
all’inizio vi farò sapere. Molte
delle attività che abbiamo fatto al corso e tante altre le ho fatte
vivere agli studenti del Corso di Laurea di Scienze della Formazione
Primaria. Ho chiesto loro di adoperare nei loro interventi in classe
attività che utilizzassero il corpo come mediatore di apprendimento.
Tra l’altro già all’inizio dell’Anno Accademico avevamo deciso,
con il gruppo di Supervisori, di lavorare sulle strutture ed i ritmi,
intesi come chiavi paspartù del
sapere. Se
può interessare potrei chiedere agli studenti di descrivere la propria
esperienza rispetto a questo tipo di attività e di confrontarla con
quanto esperito sulla propria pelle in classe in qualità di studenti o
come coconduttori, all’inizio dell’anno acc., di una attività (che
è spesso frontale) programmata dall’insegnante titolare. Come
si può vedere sto sperimentando su diversi fronti “il corpo oltre la
disciplina” se avete consigli da darmi sarei felice di accettarli. Leggendo
alcuni articoli ho annotato alcune frasi che vorrei socializzare: “È
possibile superare il senso di inadeguatezza che spesso proviamo:
conoscendoci e amandoci di più, realizzando i nostri desideri
inappagati e scoprendo le nostre migliori qualità”. (Paola
Leonardi psico-sociologa e psicoterapeuta). “L’autostima
si conquista ritrovando il corpo, con il respiro e le posizioni stiamo
nel mondo in modo positivo. Imparando a rilassarci, lasciamo andare
rabbia, paura, ansia e dolore”. (Gianni
Lodi sociologo della salute e maestro Yoga) “Si
può esplorare la scrittura con l’odorato, il tatto, il gusto,
l’udito e la vista. Possiamo riscrivere la nostra storia con parole
radicate nelle emozioni”. (Nadia
Tarantini giornalista e scrittrice)
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