Palma racconta, riflette

 

Questa seconda giornata è stata un “inno alla danza”.

Abbiamo cominciato tutti in piedi tenendoci per mano e facendo scorrere l’energia attraverso le mani ( almeno ci abbiamo provato. Abbiamo sperimentato lo spazio dentro e fuori di noi ricercandolo nel corpo e negli occhi degli altri. Abbiamo fatto danza e abbiamo cercato di darne una definizione, seguendo le categorie di COME, DOVE, COSA, CHI, STIMOLO.

Abbiamo lavorato, su e con l’ENERGIA CREATIVA, abbiamo agito la danza seguendo le tre fasi di

  1. Apprendimento/dati

  2. Rielaborazione/composizione

  3. Apprezzamento.

Alla ripresa abbiamo piacevolmente sperimentato che l’energia aveva ripreso a scorrere.

Abbiamo giocato il ruolo di “mamma”, ci siamo scambiate e potenziate le “mamme” a coppia.

Abbiamo visionato un cortometraggio, “La scatola del sogno”, sperimentato, assunto o spunto per un’azione di danza educativa a Bologna, in seno al progetto “Linee di confine”.

La necessità di fare ordine è diventata impellente,mi sono dovuta ritagliare uno spazio e un tempo tutto mio per fermare notazioni, riflessioni, appunti: spazio rubato?…. forse ì ….

Alla fine di questo primo modulo  mi è mancato il tempo/spazio “istituzionalizzato” per fare sedimentare un minimo e avrei preferito una Sara più rilassata e permeabile.

E’ stato bello e interessante.

 

 

Maria Pia racconta, riflette …….

 

Io per esempio …..

ieri ho vissuto una giornata intensa!!

Ero presente ….. e questa certezza era data dalla voglia di “ritrovarmi” in quel momento e in quello spazio!

Le mie sensazioni:

  • mi sentivo dentro uno “scafandro” all’inizio, a poco a poco ho cominciato a spogliarmi per trovare il CONTATTO con le cose …. con gli altri!!

  • ho pensato spesso alla ricaduta di questa mia esperienza nella quotidianità della vita in classe, con i ragazzi, con i colleghi …. con gli altri e non vi nascondo che un po’ di paura, mista a curiosità e voglia di provare, non mi mancava.

Sono certa, comunque, che sicuramente il “contatto” con “l’altro/a” lo vivrò in maniera diversa ….. forse più consapevole?!??

 

 

Maria  racconta, riflette

 

Voglio puntualizzare che spesso nella pratica educativa ho trascurato di soffermarmi nelle due funzioni di contrazione ed estensione e quindi nelle dinamiche presenza – contatto – parola – pelle.

Indubbiamente l’esperienza vissuta ieri 12.02.2003 mi ha coinvolto totalmente: ho ritrovato me stessa nel rapporto col mio corpo, nella presa di coscienza di emozioni sensazioni forti vissute perché le ho provocate.

Ho chiesto (trovando azioni) ai miei organi interni di farsi sentire (innescare processi) e piacevolmente si sono fatti vivi (che mondo dentro di me!)

Ora mi chiedo

Ho sempre trovato azioni (nel percorso didattico quotidiano) per innescare processi?

Sintonia Sinergia Funzione tonica Funzione motoria ( ho le idee chiare?)

Finalmente proverò ad abbracciare e farmi abbracciare – provocare ed essere provocata …………

 

 

Pina 56 racconta, riflette

 

Ogni “incontro” è un’emozione

Ogni emozione …. un incontro.

Non c’è spazio, non c’è tempo

non c’è corpo quando non ci sei.

Dimmi chi sei,

dimmelo tante volte

dimmelo come vuoi,

dimmelo quando vuoi,

Ma dimmi che ci sei,

ad ascoltare.

 

Giuseppina racconta, riflette …….

 

Il 2° incontro è stato pieno di sensazioni e di emozioni soprattutto durante il contatto fisico con i colleghi.

Mi sono accorta, con mio grande piacere, che all’inizio ero piuttosto in posizione statica, ma in seguito ho provato tanto piacere e mi sono rilassata completamente.

La creazione di quelle figure durante la danza mi ha caricato particolarmente. Vi sono grata.

 

Paola racconta, riflette

 

Trovarsi in questo gruppo è stato per me molto bello perché mi sono sentita a mio agio, sono riuscita ad esprimermi  liberamente senza inibizioni.

Mi sono sentita leggera, aperta verso l’altro pronta a donare, a stare vicino all’altro, a sentire come sente l’altro.

La semantica della ciclicità mi ha dato molta serenità, perché mi ha dato la possibilità di capire che sempre si può intervenire in ogni situazione anche la più terribile. 

 

 

Gesualda racconta, riflette …….

 

 

Io a volte pesce…

a volte uccello…

Io a volte farfalla…

a volte sole a volte mare

Io a volte semplicemente

pietra… fredda triste sola

Io a volte semplicemente io…

 

 

Chiara racconta, riflette

 

Per me questo corso rappresenta una novità poiché è il primo di questo genere a cui partecipo.

Sono entrata nel gruppo di lavoro con uriosità e voglia d’imparare qualcosa di nuovo.

La cosa che mi ha stupito di più è che in questo genere di gruppo ognuno esprime ciò che non riesce a fare all’esterno, e a volte si riesce a capire meglio noi stessi e gli altri.

Non so ancora bene se io sono riuscita a prendere, e forse non ho ancora saputo dare. Di sicuro mi sento confusa, nel corpo nell’anima.

 

 

 

Laura racconta, riflette

 

Io, per esempio ……

Ho scoperto la meraviglia negli occhi di chi osserva il movimento di un corpo, evocando la memoria.

 

 

 

 

 

Germana racconta, riflette ……

 

Oggi mi sono divertita moltissimo.

Penso di avere appreso molte cose e di poterle sfruttare a pieno nel mio lavoro.

Le attività proposte sono state molto interessanti e belle da farsi e da riproporre ai bambini.

Lavorando su queste attività si possono attuare dei percorsi didattici assai validi anche per la realizzazione di un prodotto (teatro – danza, video ecc.).