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“Il
corpo oltre la disciplina” è il corso a cui ho voluto partecipare a
tutti i costi, nonostante le difficoltà incontrate per entrare nella
tavola rotonda dovute a problemi di computer. Quando mi è arrivata la
comunicazione che ero stata ammessa a partecipare ho tirato un sospiro
di sollievo. Ho pensato ce l’ho fatta!
Oggi
è stata una giornata imprevedibile, nemmeno da me che pensavo di
conoscermi da 33 anni.
La
notte ero rimasta insonne, la mattina ero triste, piena di rabbia ….
Quando poi al corso mi è stato chiesto di presentarmi e di dichiarare
come mi sentivo e quale era l’obiettivo della giornata, ho detto che
“il mio umore aveva deciso di abitare le basse quote e che mi ponevo
come obiettivo di riportarlo in vetta”.
E’
a questo punto che ho avuto la mia prima “ESPLOSIONE”. Pianto,
lacrime calde sgorgavano dagli occhi ed erano incontrollabili.
A
questo punto ho trasmesso al gruppo che stavo veramente male. Io non
volevo trasmettere il mio dolore al gruppo sia perché non conoscevo
chi mi stava vicino sia perché non volevo rattristare chi era venuto
per vivere l’esperienza.
Qualche
difficoltà ho avuto nell’attività che prevedeva il “dover
prendere” qualcosa dall’altro.
Nessuno
mi si è avvicinato e, in un certo senso, io giustificavo questa
scelta perché dentro me pensavo: “ma oggi da me cosa possono
prendere? Solo negatività”. Mi sono autoesclusa! Nell’attività
“del dare” molti colleghi si sono avvicinati “forse pensavano di
potermi donare un po’ di positività”.
Fino
a questo punto ancora non mi ero rilassata, c’è stato un momento in
cui volevo scappare!
Il
pendolo: che brutte sensazioni! In questa attività è venuta fuori la
mia difficoltà a fidarmi dell’altro! Ma come posso pensare di
fidarmi quando sono reduce da una pugnalata alle spalle che mi h
lasciato una ferita profonda e ancora sanguinante?
Mi
faceva piacere sia stringere la mano di Francesco che guardarlo negli
occhi. Mi dava sicurezza! Pensavo che “questa persona” che non
avevo mai visto prima di quel momento era riuscita a “farmi
aprire” e nello stesso tempo a “contenermi” conquistando la mia
fiducia.
Dopo
il pranzo pensavo di essermi rasserenata e speravo che quell’incontro,
per me catartico, non finisse mai. Avevo paura di tornare a scontrarmi
con la realtà.
Mi
sono sentita rilassata al buio, coricata!
La
sensazione di benessere mi aveva fatto dimenticare i miei problemi e
mi aveva posta in una posizione di curiosità nei confronti del mio
corpo.
Dover
toccare parti del mio corpo, quasi sotto dettatura, in un primo
momento mi ha imbarazzato, subito dopo la sensazione che ho provato
era di pieno benessere.
Mi
sono alzata pensando di essermi rilassata. Stavo bene!
Ho
avuto qualche difficoltà nell’inventare la storia, forse perché
dovevo farlo in coppia con mia sorella!
Il
racconto del collega mi ha tanto emozionata!
Non
tanto il contenuto in sé, ma il legame che lui aveva con il padre.
Io
amo mio Padre! E’ la persona che più mi emoziona!
L’avere
pensato a mio padre in quel momento mi ha riportato alla mia triste
situazione attuale.
Uno
slogan mi è rimbombato nel cervello: “nel mondo non ci sono solo
iene, c’è anche mio padre e lui non mi tradirebbe mai! Lui mi
ama!”
A
questo punto l’ennesima ESPLOSIONE!
Pianto
incontrollabile, lacrime calde che fuoriuscivano senza chiedere il
permesso, calore in tutto il corpo e un forte tremore al cuore!
Francesco
mi chiede <cosa faresti a chi ti ha fatto del male?>: io non
l’ho detto ma farei provare loro lo stesso malessere che sto vivendo
io.
Come
fare non lo so!
Così
decido di insultare e di alzare le mani a chi assume il ruolo di iena!
In
un certo senso mi sfogo, ma non totalmente.
In
quei momenti non mi sentivo osservata, e questo mi stranezza.
Il
conforto mi arrivava sempre dal contatto fisico che avevo con
Antonietta e Giuseppina e dallo sguardo “COM-prensivo” di
Francesco.
La
sua conduzione è stata eccezionale!
Una
piccola pecca a mio avviso
è stata che alla fine (i bidelli dovevano andare via)non è stato
chiesto di esprimere le
nostre sensazioni. Io avrei detto grazie a tutto il gruppo
per avermi “sopportata”, grazie a Francesco per avermi
aiutata a buttare fuori un po’ della mia rabbia, grazie ad Elisa
che nonostante sia rimasta in silenzio, l’ho vista molto coinvolta e
con il suo non verbale molto vicina a me ed al mio dolore. Incrociare
ogni tanto il suo sguardo mi aiutava. A fine serata il mio umore non
era più sotto terra, si era alzato di qualche centimetro dal suolo.
Sono
arrivata a casa più carica, la prima cosa che ho fatto è stata
inviare una e-mail all’organizzatore del corso per chiarire:
Ho
un forte mal di testa, ma sono felice di aver trascorso questa
giornata insieme a tutti voi.
Non
voglio né rileggere, né ricopiare, scusatemi ma è stato difficile
tirare fuori la mia intimità. Se c’è qualche errore è colpa della
mia passionalità.
Visto
che non c’è stato un momento ufficiale di chiusura, l’incontro si
è quasi interrotto. Io ho avuto bisogno di baciare Elisa alla quale
ho chiesto il permesso di farlo! Lei molto carinamente ha ricambiato
il bacio.
Ho
voluto baciare sia Sara che Francesco il quale dopo avermi baciata,
stringendomi la mano mi ha detto <sei forte!>.
Ora
mi chiedo <Sarò così forte? Sarò in grado di raccogliere i cocci
e di continuare?>
Grazie di 
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