IL CORPO OLTRE LA DISCIPLINA

MODULI SEMINARIALI 1a FASE

1° DIARIO DI BORDO

 

 

 

Maria Antonietta racconta e riflette

 

Punti chiave del percorso:

  • Il corpo come elemento primario dell’ “esserci” e del presentarci all’altro
  • Il respiro come spazio/tempo del prendere e dare.
  • Il rapporto respiro arti nel prendere e nel dare.
  • Il contatto e la relazione semantica.
  • La rappresentazione come il mezzo per uscire da sé, decentrarsi, riflettere.
  • L’analisi dei processi ciclici per intervenire a livello mediativo sul problema individuato.
  • La presenza del sé e dell’altro come mezzo per superare problemi.
  • La funzione della tonicità all’interno di un equilibrato rapporto emotività – cognitività.

 

 

P.P. 56 racconta, riflette …..

 

Alessia racconta, riflette …..

Predisporsi ad un incontro, ascoltare una parola in – audita, inedita, non ancora ascoltate. Una parola, che, come un piccolo sassolino potrebbe far barcollare le fragili certezze della nostra ragione, ma indicare anche una nuova via, la direzione di un nuovo cammino. Un viaggio di questo tipo, infatti, è costellato d’imprevisti, di elementi ignoti, di pericoli che possono disorientare fino al punto di fare perdere la “bussola”, ovvero il “dominio” sulle condizioni stesse del nostro viaggiare.

C’è che più mi scopro perché gli altri mi incontrino, più mi svelo a me stesso! E fare questo è l’incontro più emozionante. Ho mani per lasciare tracce  accarezzare, piedi per sentire il freddo del suolo e per spostarmi quando non voglio stare più qui.

Un cuore per ascoltare il rumore delle emozioni, un respiro che posso trattenere o trasformare in vento … e la paura non c’è più!

 

 

Sara racconta, riflette...

“Il corpo oltre la disciplina” è il corso a cui ho voluto partecipare a tutti i costi, nonostante le difficoltà incontrate per entrare nella tavola rotonda dovute a problemi di computer. Quando mi è arrivata la comunicazione che ero stata ammessa a partecipare ho tirato un sospiro di sollievo. Ho pensato ce l’ho fatta!

Oggi è stata una giornata imprevedibile, nemmeno da me che pensavo di conoscermi da 33 anni.

La notte ero rimasta insonne, la mattina ero triste, piena di rabbia …. Quando poi al corso mi è stato chiesto di presentarmi e di dichiarare come mi sentivo e quale era l’obiettivo della giornata, ho detto che “il mio umore aveva deciso di abitare le basse quote e che mi ponevo come obiettivo di riportarlo in vetta”.

E’ a questo punto che ho avuto la mia prima “ESPLOSIONE”. Pianto, lacrime calde sgorgavano dagli occhi ed erano incontrollabili.

A questo punto ho trasmesso al gruppo che stavo veramente male. Io non volevo trasmettere il mio dolore al gruppo sia perché non conoscevo chi mi stava vicino sia perché non volevo rattristare chi era venuto per vivere l’esperienza.

Qualche difficoltà ho avuto nell’attività che prevedeva il “dover prendere” qualcosa dall’altro.

Nessuno mi si è avvicinato e, in un certo senso, io giustificavo questa scelta perché dentro me pensavo: “ma oggi da me cosa possono prendere? Solo negatività”. Mi sono autoesclusa! Nell’attività “del dare” molti colleghi si sono avvicinati “forse pensavano di potermi donare un po’ di positività”.

Fino a questo punto ancora non mi ero rilassata, c’è stato un momento in cui volevo scappare!

Il pendolo: che brutte sensazioni! In questa attività è venuta fuori la mia difficoltà a fidarmi dell’altro! Ma come posso pensare di fidarmi quando sono reduce da una pugnalata alle spalle che mi h lasciato una ferita profonda e ancora sanguinante?

Mi faceva piacere sia stringere la mano di Francesco che guardarlo negli occhi. Mi dava sicurezza! Pensavo che “questa persona” che non avevo mai visto prima di quel momento era riuscita a “farmi aprire” e nello stesso tempo a “contenermi” conquistando la mia fiducia.

Dopo il pranzo pensavo di essermi rasserenata e speravo che quell’incontro, per me catartico, non finisse mai. Avevo paura di tornare a scontrarmi con la realtà.

Mi sono sentita rilassata al buio, coricata!

La sensazione di benessere mi aveva fatto dimenticare i miei problemi e mi aveva posta in una posizione di curiosità nei confronti del mio corpo.

Dover toccare parti del mio corpo, quasi sotto dettatura, in un primo momento mi ha imbarazzato, subito dopo la sensazione che ho provato era di pieno benessere.

Mi sono alzata pensando di essermi rilassata. Stavo bene!

Ho avuto qualche difficoltà nell’inventare la storia, forse perché dovevo farlo in coppia con mia sorella!

Il racconto del collega mi ha tanto emozionata!

Non tanto il contenuto in sé, ma il legame che lui aveva con il padre.

Io amo mio Padre! E’ la persona che più mi emoziona!

L’avere pensato a mio padre in quel momento mi ha riportato alla mia triste situazione attuale.

Uno slogan mi è rimbombato nel cervello: “nel mondo non ci sono solo iene, c’è anche mio padre e lui non mi tradirebbe mai! Lui mi ama!”

A questo punto l’ennesima ESPLOSIONE!

Pianto incontrollabile, lacrime calde che fuoriuscivano senza chiedere il permesso, calore in tutto il corpo e un forte tremore al cuore!

Francesco mi chiede <cosa faresti a chi ti ha fatto del male?>: io non l’ho detto ma farei provare loro lo stesso malessere che sto vivendo io.

Come fare non lo so!

Così decido di insultare e di alzare le mani a chi assume il ruolo di iena!

In un certo senso mi sfogo, ma non totalmente.

In quei momenti non mi sentivo osservata, e questo mi stranezza.

Il conforto mi arrivava sempre dal contatto fisico che avevo con Antonietta e Giuseppina e dallo sguardo “COM-prensivo” di Francesco.

La sua conduzione è stata eccezionale!

Una piccola pecca  a mio avviso è stata che alla fine (i bidelli dovevano andare via)non è stato chiesto  di esprimere le  nostre sensazioni. Io avrei detto grazie a tutto il gruppo per avermi “sopportata”, grazie a Francesco per avermi aiutata a buttare fuori un po’ della mia rabbia, grazie ad Elisa che nonostante sia rimasta in silenzio, l’ho vista molto coinvolta e con il suo non verbale molto vicina a me ed al mio dolore. Incrociare ogni tanto il suo sguardo mi aiutava. A fine serata il mio umore non era più sotto terra, si era alzato di qualche centimetro dal suolo.

Sono arrivata a casa più carica, la prima cosa che ho fatto è stata inviare una e-mail all’organizzatore del corso per chiarire:

Ho un forte mal di testa, ma sono felice di aver trascorso questa giornata insieme a tutti voi.

Non voglio né rileggere, né ricopiare, scusatemi ma è stato difficile tirare fuori la mia intimità. Se c’è qualche errore è colpa della mia passionalità.

Visto che non c’è stato un momento ufficiale di chiusura, l’incontro si è quasi interrotto. Io ho avuto bisogno di baciare Elisa alla quale ho chiesto il permesso di farlo! Lei molto carinamente ha ricambiato il bacio.

Ho voluto baciare sia Sara che Francesco il quale dopo avermi baciata, stringendomi la mano mi ha detto <sei forte!>.

Ora mi chiedo <Sarò così forte? Sarò in grado di raccogliere i cocci e di continuare?>

                                  Grazie di

 

Giuseppina racconta, riflette

Giorno 12 febbraio ha avuto inizio il corso di formazione “Il corpo otre la disciplina”.

In un primo momento ci si è riuniti in un salone dove è stato presentato il progetto vero e proprio.

Subito dopo di siamo riuniti in palestra e qui si è dato inizio alle attività vere e proprie.

Molti sono stai i momenti che mi hanno toccato personalmente, a cominciare dalla presentazione di Sara (collega corsista).

Il momento che mi ha fatto maggiormente riflettere è stato quello di sentire il mio respiro tramite il corpo. E’ stata per me una nuova sensazione, non mi ero mai fermata ad ascoltarmi e riflettere. Sono venuta a conoscenza di come sentivo il respiro in varie parti del corpo e devo dire che mi ha dato una sensazione di benessere.

L’argomento trattato, per me, più interessante è stato quello dell’IO CORPOREO dove funzione tonica e funzione motoria sono in connessione ed è da quella tonica che si parte e che produce affettività sugli altri per poi passare a quella motoria che mi produce apprendimento cognitivo sulle cose e quindi percezione e sensazione.

E’ proprio attraverso questo processo che si determina una ciclicità indispensabile nello sviluppo di ogni individuo.

 

 

Loredana racconta, riflette...

 

Le emozioni che ho provato durante il primo giorno di corso sono state tante e diverse. Benessere, serenità, gioia, forza interiore, spirito d’iniziativa, curiosità, coraggio, spensieratezza ……. Sono solo alcune delle sensazioni che piacevolmente si sono alternate in me facendomi stare meravigliosamente bene con me stessa e con gli altri. Per nulla ho avvertito lo scorrere del tempo, anzi in determinati momenti ho desiderato una bacchetta magica per trasformare in realtà ciò che la calda atmosfera del giorno ha riportato alla mia mente.

Per alcuni istanti mi sono sentita evadere e rifugiarmi nella mia spiaggia preferita e costantemente agognata nelle fredde giornate invernali. Vi confesso infatti che quando sono particolarmente spensierata o triste, ovunque mi trovi su un autobus, in palestra,  a casa … chiudo gli occhi e mi immagino a contemplare, da sola o in compagnia, un magnifico tramonto, accarezzata da una leggera brezza estiva. Ogni volta che penso al mare, al sole, al caldo, alla pelle dorata rivedo, come per magia, il mio amato/odiato paese, la mia splendida famiglia, i miei oggetti sonali gelosamente custoditi nella casa paterna. Per tutta la durata del corso ho avuto l’opportunità di riflettere, di capire ciò che desidero veramente e come devo comportarmi nelle varie situazioni della mia vita, entrando così direttamente a contatto con la parte più intima di me, quella parte che spesso, presa dalla routine quotidiana, dimentico di curare ed esplorare.

Ho appreso che se riuscirò a conoscermi meglio sarò più forte e potrò affrontare l’altro con maggiore sicurezza, comprenderlo, aiutarlo se sarà necessario o allontanarlo se costituirà un pericolo per la mia persona. Essere riuscita nelle ore del corso a rivedere i miei amati paesaggi estivi, a non annoiarmi, a stare bene insieme agli altri mi ha portato a valutare il primo incontro in modo sicuramente positivo. Dalle confessioni, dalle reazioni, dal confronto ho ben compreso che tutti noi esseri umani, qualunque sia l’immagine di noi che cerchiamo di dare agli altri e qualunque sia la nostra età, sesso o posizione sociale, siamo ugualmente fragili, soffriamo, piangiamo, ci arrabbiamo, desideriamo e che la nostra felicità dipende solo da noi. Non servono ricchezze o beni materiali, ma basta un cuore grande, un’anima predisposta non solo a ricevere, ma anche a dare e la capacità di proiettarsi nei contesti un cui si desidera essere purché si rimanga sempre con i piedi per terra.

Un esercizio, questo, non certo facile se non avremo la mente sgombra e se non riusciremo a trovare un giusto equilibrio tra le 2 funzioni, tonica e motoria, che alimentano il nostro io corporeo. Rivolgendomi a tutti, vi voglio gridare un grazie per avere aggiunto con i vostri interventi una nuova tessera nel puzzle che a poco a poco ritrarrà la mia vita.

 

Nuccia racconta, riflette …..

 

  • DONARE EMOZIONI – BENESSERE
  • ESPRIMERE CURIOSITA’
  • LIBERAZIONE DEGLI ISTINTI SEMPLICI -  REALI

-        Condividere il mio sentire, il mio ascoltare, il mio esserci.

-        Rivivere le sensazioni che non provavo o che non avevo modo di esternare da molto tempo e condividerle con gli altri.

 

Germana racconta, riflette …..

 

E’ stata un’esperienza insolita ed anche inaspettata.. Sono arrivata qui aspettandomi dell’altro, non di meglio o di peggio, solo dell’altro.

Dapprima mi sono sentita un po’, forse più di un po’, a disagio. Pian piano mi sono rilassata e rasserenata instaurando buoni rapporti con la maggior parte dei colleghi.

Devo dire che mi sono sentita poco coinvolta dal conduttore – animatore, ho avuto difficoltà a percepire, a ricevere un’emozione.

L’esperienza fatta mi ha comunque di sicuro fatto crescere ma penso di non poter trasferire nulla o quasi, di quanto sperimentato, nella didattica. Infatti le situazioni che si sono venute a creare sono state troppo forti per essere trasferite ai bambini.

 

 

Raffaele racconta, riflette …..

 

  •      Inizio con la presentazione di un rapporto Affettivo tramite l’abbraccio.

  •      Controllare e sentire il respiro come parte fondamentale del rapporto con se stesso e con il tutto.

 

Silvana racconta, riflette ...

 

Destrutturate                      

Ricostruire                           

Abbracciare                               

Sentire   

Guardarsi

Toccarsi _

Fidarsi _

E, prima di andar via, un sorriso ………

 

 

Teresa racconta, riflette …..

 

 

 

Dominga racconta, riflette

 

Un’esperienza davvero interessante, entusiasmante e coinvolgente. Ha dato, inoltre, spunti per n ottimo lavoro di recupero e arricchimento degli alunni e di noi stessi.

Io ho, sempre, sostenuto l’inseparabilità delle componenti fisiche, spirituali ed emotive in un individuo soprattutto quando si relaziona con il mondo esterno ed oggi ho vissuto questo in prima persona e dopo l’iniziale imbarazzo di relazionarmi con gente nuova e un mondo nuovo, ma interessante, ecco esplodere l’interesse e la partecipazione viva e reale ad attività costruttive e produttive.

Sull’ABITUS
la nostra
CICLICITÀ
e quella
dell’umanità  

 

 

 

 

 

Angela racconta, riflette ...

 

LE COSE CHE MI SONO PIACIUTE DI PIU’:

  1. ESSERCI
  2. INCONTRARE COLLEGHE CHE AVEVO SOLO SENTITO PER TELEFONO O LETTO SUL SITO
  3. POTER VIVERE, CON L’ESERCIZIO DEL POMERIGGIO, UN MOMENTO INTIMO DI RACCOGLIMENTO CON E STESSA, MA SAPENDO DI CONDIVIDERLO EMOZIONALMENTE CON ALTRI.