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L’ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE " M. FODERA’
" di AGRIGENTO
PRESENTA
Film ispirato alla figura e alla storia vera di Rita Atria, moderna
"Antigone" siciliana, giovanissima ribelle alla dura legge
della mafia,in nome della dignità e del cambiamento.
Gli alunni delle classi 4 E e 4 O, guidati dalla prof.
Giovanna Grisafi, responsabile del Laboratorio Didattico
Cinematografico,hanno costruito il film attraverso un preciso percorso
progettuale che
li ha visti coinvolti come ricercatori,sceneggiatori,
tecnici, e infine attori.
Le riprese cinematografiche sono state affidate alla
capacità ed alla pazienza
del regista MASSIMO PUGLISI
Musiche originali di Graziano Giovanni Moscato
Montaggio Massimo Puglisi
il film è stato liberamente tratto dal libro di
Sandra Rizza
" Una ragazza contro la mafia "
Edizioni La Luna- Palermo- 1993

Soggetto cinematografico
Rita Atria appartiene ad una famiglia mafiosa di
Partanna. Ragazzina, si rende conto gradualmente di questa realtà che
la confina in un mondo " popolato solo di vedove e di orfani".
Perciò, dopo la morte del padre, ucciso in una faida, così come il
fratello, a soli 17 anni si presenta al giudice per denunciare il
sistema mafioso e vendicarne la morte. La scelta di collaborare con la
giustizia la porta a una solitudine estrema e sofferta: Rita rompe con
Calogero,il fidanzato che spaccia eroina sotto i suoi occhi, entra in
conflitto con la madre,custode della legge dell’omertà, con il paese
intero.
Abbandona la sua Sicilia natale ed è costretta ad
esiliare a Roma. Il procuratore Paolo Borsellino diventa per lei una
figura paterna, la prende sotto la sua protezione e la sostiene nella
sua ricerca di giustizia.
Ma le stragi di Capaci e di via D’Amelio, mettono
Rita di fronte all’assurdità della vita e la portano al suicidio.
Nello stesso anno, A Partanna e in tutta la Sicilia,
decine e decine di donne e di giovani fondano circoli e associazioni
intestati a lei nella consapevolezza che un cammino lungo e difficile
come quello della lotta alle mafie non si può percorre da soli…
Marzo 2003 Sceneggiatura
PRIMA PARTE ( buio )
Scena 1- Esterno. Giorno
Campo lungo su un paese siciliano piccolo, antico ,
arroccato su una collina
Campo medio: ragazzi chiacchierano al bar, irrompe
sulla strada una macchina (o una moto) appariscente, musica ad alto
volume, ritmo disco-music.
Ne scendono ragazzi vistosi, giubbotto di pelle, ,
nero, jeans, , …
Uno dei ragazzi che, seduto ai tavolini, era
rimasto a fumare, testa bassa in silenzio, si alza di colpo, barcolla un
po’ e si pone davanti al bullo-capo : " Rosario, finalmente…aiutami…ecco,
ci ho i soldi, guarda !" (mostra un rotolo di soldi nel pugno)
Rosario, il bullo, lo scosta sgarbatamente da
davanti a sé :"E lèvati,…c’hai i soldi ? e certo che ce li devi
avere! Vèditela con Gero,và, chè ci pensa lui a darti aiuto! ( poi ci
ripensa e, rivolto a Gero,)
:" Sì, però, mi raccomando, Gero, lontano dagli
occhi di quella pazza di Rita,ma chi te l’ha fatto fare, ah, di metterti
con una santa !"
Carrellata (soggettiva) su una strada stretta del paese
dove si vedono : una vecchia che si affaccia a spolverare una
pezza,ragazzi che armeggiano intorno ad un motorino,vecchie macchine
posteggiate. ( tutti si girano a guardare verso la cinepresa)
Sbocco in piazza: panoramica che evidenzia ragazzi
sbracati al bar che fumano e guardano le gambe alle ragazze che passano
(commenti vari…)(anche loro si girano a guardare verso la cinepresa)
Si sentono suonare campane.
Campo medio e fig. intera : persone escono dalla
chiesa, uomini e donne col vestito della domenica; si sentono voci ,(
anche fuori inquadratura) "ossequi dottore" "buongiorno
onorevole" (anche loro guardano verso la cinepresa)
Uno del paese, vestito dimessamente, coppola in
testa, si avvicina al gruppo dei signori, si toglie la coppola, la tiene
con ambedue le mani " baciamo le mani, don Culicchia", bacia
letteralmente le mano (inquadr. In dettaglio) e… panoramica a schiaffo
su un altro dettaglio: mani che si passano la droga
Il dettaglio si allarga fino alla figura intera : due
ragazzi appartati in un angolo della piazza,la cinepresa si avvicina
sempre di più, fino a quando i due ragazzi si accorgono della presenza di
qualcuno (si sentono scoperti e guardano verso la cinepresa)
Gero dice:" Rita ! …e tu che ci fai qua ?
"
Scena 2 – Esterno. Giorno
Primo piano su Rita che ,arrabbiata ed
insospettita, guarda i due ragazzi, soprattutto Gero che si avvicina
sforzandosi di nascondere l’imbarazzo con un sorriso e fa per baciarla,
ma lei lo respinge con il braccio
" Lèvati, che stavi facendo, ah ? ti ho visto,
che credi ?"
Gero:" Fatti miei, cose che a ttia un t ‘interessano…
e poi Rita, che fai, la santarellina ? oppure queste cose le può fare
solo tuo fratello Nicola? …il fratellino adorato…" e le tira su
il mento con sgarbo
Rita " Che dici ? Nicola s’è messo la
testa a posto, ca ci voli bene, iddru, a sua moglie e a’ picciriddra…
tu invece… sempre cose da nascondere hai !
Nicola fa per andarsene, ma lei lo trattiene per un
braccio " dove stai andando ? stai attento !
Lui la guarda un attimo, fa un gesto col braccio per
mandarla al diavolo, le gira le spalle e se ne va.
Rita rimane immobile, di spalle.
La cinepresa si sposta su di lui e lo accompagna
fino al gruppo di signori, fermo ancora sul sagrato, si avvicina ad uno di
loro e gli dice ( in primo piano) "baciamo le mani, don Culicchia"
e fa il gesto di prendere la mano.
Scena 3 – Interno. Giorno.
Rita torna a casa, amareggiata dopo il litigio, cammina
lentamente e si asciuga gli occhi col dorso della mano.
In cucina, la madre, di spalle, spignatta. Rita
si sofferma sulla porta della cucina e sussurra
" mamma…"
La madre si gira di scatto e, nel movimento, una
tazza le cade dalle mani. Urtata, si rivolge a Rita
" Maledizione ! che brutto vizio che hai di
spuntare all’improvviso dietro le spalle ! quando parli fai danno! Ti
sembra questa l’ora di tornare! Dove sei stata fino adesso? Tu vai in
giro a farti bella e io qui da sola a preparare! Non sono la tua serva!
"
Rita,stancamente, fa scivolare la sciarpa che penzola
dalle sue mani mentre si avvia verso la sua stanza ( figura intera, di
spalle)
Entra nella sua stanza, getta la sciarpa sul letto e vi
crolla sopra
Si stende sul letto ( inquadr. dall’alto) e, girando
lo sguardo, passa in rassegna le foto col padre, attaccate alle pareti
Stacchi successivi sulle foto che la ritraggono assieme
al padre ( con lei bambina in braccio, nel primo giorno di scuola,
compleanno, varie
Rita (scuote la testa mentre scorrono le foto del
padre)" che destino, che destino infame sopra la mia famiglia!...pure
tu, papà: tenevi sempre la pistola , tanto che, ti ricordi?me la
trovarono in mano che avevo solo 5 anni e mi pareva un giocattolo…uomo
temuto eri, e riverito ! ma con me, a’ picciriddra tua, ti squagliavi
come un pupo di zucchero e poi, quando in paese arrivò il terremoto prima
e l’eroina poi, tu, da vecchio capo, non la volevi quella schifezza
bianca…perciò, come un cappotto vecchio sei stato messo da parte…e
ucciso, come un cane…sangue, lutto …e io avevo solo 11 anni, !"
Rita si gira, sporge il braccio verso il comodino ,
fino alla foto incorniciata del padre, la prende, se la poggia sul petto e
si rannicchia assumendo una posizione fetale ( inquadr. dall’alto)"come
mi manchi, papà" – musica in crescendo…
Scena 4 – Interno. Giorno.
La musica si blocca di colpo sulla voce della madre che
la chiama " Rita, ancora assai devi stare? Sbrigati che tuo fratello
qua è …c’è di cunzari a tavula …
Rita esce e la bambina le corre incontro :
tenerezze, effusioni " comu criscisti…"dice Rita poi, con la
bambina abbracciata, si avvicina al fratello, lo bacia e poi a Piera (che
porta la pelliccia) la bacia e prende la sua collana tra le mani "
Bella, sta collana…"
"e tu, perché non ti metti mai niente? Perché
non ti curi? Sempre con sta’ faccia pallida…" dice Piera
affettuosamente
interviene Nicola "lasciala stare, a’
picciriddra, ca ancora deve crescere" e, con una carezza in testa, le
scompiglia i capelli
( la scena dell’incontro con Nicola e Piera va girata
mentre si spostano dal corridoio in cucina)
Nicola si avvicina ai fornelli, accanto alla madre
"Che si mangia, mà?" –
Madre " è inutile che fai il finto tonto, te
le ho preparate le lasagne al forno"
Sullo sfondo Rita e Piera chiacchierano e giocano con
la bambina
A tavola. Si mangia senza parole. Nicola rompe
il silenzio, vedendo la faccia seria di Rita : " Che c’hai, Rita,
la luna di traverso ? "
Rita :" Niente, niente, non ti preoccupare…"
La madre : "Secondo me è perché dorme poco:
l’avevo detto io : questa scuola a Sciacca è troppo lontana, ogni
mattina si deve alzare quasi all’alba, ma, lo sai com’è tua sorella:
OSTINATA , quando si mette in testa una cosa …"
Rita :" Certo che è lontana! Lo so pure io!
Perciò, te l’ho detto, è meglio che mi trovo una stanza là, invece di
viaggiare!"
La madre :"ma quando mai si è detto che una
picciotta per bene se ne va a vivere a 35 Km da casa! Stai attenta Rita,
tu dissi, anche se sei femmina,è giusto che devi studiare, ma sei fai
storie, in quattro e quattr’otto ti ritiro e vai a fare la sarta!"
Nicola :" Vabbè mamma, lasciala stare a Rita,
poi si vedrà, in qualche maniera una soluzione la troviamo…lo sai che
facciamo Ritù? Domani ti vengo a prendere io a scuola: ti risparmi un
viaggio in autobus e ci facciamo una bella chiacchierata, okkei ?"
Piera :" Sì, sì. Si può fare! Tanto, col
nuovo bar siamo più sistemati e possiamo aprire col nostro comodo e,
anche se Nicola non c’è, ci poso stare io, eh, Rita, che dici, me lo
fai un sorriso?
Rita accenna ad un lieve sorriso, quando squilla il
telefono che interrompe il dialogo a tavola.
Nicola dice a Rita " rispondi tu, se è per me…
non ci sono ,capisti ? "
Al telefono Rita balbetta qualcosa, rimane un po’
in silenzio,si capisce in volto che è spaventata,scossa. Abbassa il
braccio con la cornetta in mano e, rivolta a Nicola "Vogliono te,
sanno che sei qui…"
Nicola prende il telefono, pronuncia qualche
monosillabo e poi, brusco, prende il giubbotto e fa per uscire
La madre lo rincorre, lo chiama e lui dice "
niente,niente,tutto a posto, mangiate,mangiate voi. C’è qualche testa
calda che, ogni tanto, si sveglia, e vuole comandare , ma ci penso io,
stai tranquilla, mà"
Madre :" Ricordati figlio mio, quelli che
comandano sono sempre più forti e non possiamo fare altro che obbedire,
obbedire e tacere, perché parlare fa sempre male"
Nicola sbatte la porta ed esce
Scena 5 – Interno. Giorno. Colloquio tra Rita e
Piera
In cucina, mentre lavano i piatti.
Piera " … lo vedi come fa tuo fratello
?s’è messo in testa di vendicare suo padre, di farsi giustizia con le
sue mani, sta sempre con certa gente, è come un segugio che segue la
pista: annusa,… scava… e non vede altro,neanche me e sua figlia…orari
strani,sempre teso, nervoso, …ho paura che gli succeda qualcosa…
Rita " che dici ? io pensavo che si fosse
messo la testa a posto…ma allora aveva ragione Calogero…
Piera " Calogero? Che dice? l’hai visto
?
Rita " l’ho visto,l’ho visto e ho visto
anche troppo, anche lui allora è nei guai, fa il ruffiano agli Accardo…
Piera " …è un incubo …sono così
avvilita che a volte penso di prendere la bambina e andarmene…"
Rita " No, non fare fesserie,Piera, a
Nicola,domani, ci parlo io, non ti preoccupare !
Scena 6 – Esterno. Mattina presto
Prime luci. Corriera in moto, inquadratura del
cartello PARTANNA- SCIACCA, poche persone sedute, contadini
infreddoliti. Rita con lo zainetto da scuola sale, la corriera parte
Pieno giorno. Rita, di spalle si avvia verso la
scuola.
Si legge l’insegna ISTITUTO ALBERGHIERO DI STATO
Scena 7– Interno. Giorno
Laboratorio teatrale : l’insegnante (spiega
l’eroismo di Antigone ad un gruppo di ragazzi che provano la
scena)" Il valore del gesto di Antigone,ragazzi,il suo eroismo, va
colto proprio, nella forza che pure possiede chi,fragile, si oppone ad
un potere gigantesco, mostruoso : in fondo , Antigone è una ragazza
giovane, e non ha grande esperienza del mondo, eppure, in nome di
qualcosa che sente dentro il suo cuore,si oppone ad una legge
inesorabile che le impone l’obbedienza… o la morte…
Uno dei ragazzi chiede :" ma Antigone è
ostacolata anche dalla sorella, che dovrebbe stare dalla sua parte…perché?
l’insegnante :" Certo, Antigone … è
sola ! in questa sua lotta, che pure è giusta, non trova aiuto nemmeno
tra chi, nella sua famiglia, dovrebbe starle più vicino, ma, forse
capirete meglio se ascoltate attentamente le parole del testo, su
proviamo il colloquio tra Ismene, la sorella, ed Antigone, a proposito
della sua scelta… Via!
Ismene : " Siamo donne, ricordalo,non si
può far torto agli Dei, chi ci governa è più forte e noi dobbiamo
piegarci a quest’ordine… agire oltre i propri limiti, è follia
!"
Antigone :" Morire adesso,prima del
tempo, è un guadagno per me. Chiunque vive tra tante sciagure, queste,
in cui vivo io, continue,come potrà non ritenersi fortunato, contento,
se muore? A te sembrerà che io agisca da folle…ma chi mi accusa di
follia, forse è lui, il folle!"
Primo piano di Rita che pensa… e riflette…
Scena 8– Esterno. Giorno Rita e Nicola
Fuori dalla scuola, Nicola aspetta, appoggiato
alla macchina. Sorride vedendo arrivare Rita, fa un gesto con le mani
come a dire "lo vedi"? Si avvicina, la bacia e : "
promessa mantenuta, uomo d’onore sono!"(scherzando).
Ma siccome Rita non sembra di buon umore : " Che
hai ? qualcuno ti ha fatto uno sgarbo? Tu dillo a mmia, il tuo
fratellone ( e le carezza i capelli con dolcezza)
ma Rita, decisa :"Nessuno m’ha fatto
niente, lascia stare! Sono preoccupata per te invece…ho saputo da…non
ti interessa, l’ho saputo! Che c’è una testa calda, un certo
selinuntino che si è convinto che tu lo perseguiti…con questa tua
smania di vendetta, lascia perdere : i morti sono morti e anche nostro
padre: pace, finalmente, all’anima sua !
Nicola :"Ma che vai dicendo ? chi ti dice
queste cose ? queste sono paure di femmine! Io con certa gente ci
cammino perché mi devo proteggere, quelli sono amici , di loro mi fido
ciecamente e vedrai che io no, non ci finisco come nostro padre…e chi
deve pagare… pagherà!"
Rita : " Ah sì? Gente fidata? e se
questo selinuntino, per pararsi il culo, ti spedisce due sicari a farti
la festa ?
Troppe fesserie stai facendo, Nicola, anche quella
schifosa polvere ti sei messo a vendere…avevi promesso di metterti la
testa a posto e invece… stànne fuori, Nicò, coi cattivi guadagni
puoi vedere più gente rovinata che salvata… e poi…lo sai che ti
voglio bene e anche Piera, e Vituzza Maria,
Nicò, non ci posso pensare…se pure tu, come papà…
(lo abbraccia)
Nicola :" Rintuzza mia, stai tranquilla,
tu non ci pensare, io so quello che faccio, so chi sono gli amici e chi
sono i nemici…(primo piano sulla faccia di Nicola, preoccupato)
Scena 9– Interno. Sera - minaccia al bar
Ragazzi ai tavoli che giocano a carte, leggono
risultati sportivi, parlano di donne, giocano a calcetto.
Di colpo, si bloccano : entrano tre ragazzi, aspetto
sgradevole si avvicinano a Piera, al bancone .
incroci di sguardi tra i clienti del locale, qualcuno
esce…
Nicola esce dal retrobottega e brusco rivolto a
Piera " Piera, ancora qua stai ? te lo sei scordato che abbiamo una
figlia da andare a prendere ? vattene a casa, và, ché qui ci penso io
Piera lo guarda preoccupata , scuote la testa,
raccoglie il suo cappotto, qualche busta di plastica, e se ne va
I tre ragazzi si guardano in giro, il locale intanto
si è svuotato…
Bullo :" Ti vanno bene le cose , Nicola ?
" " vedo che ti sei sistemato bene ora : la moglie, il bar, la
bambina… ma chi telo fa fare, ah, di andare troppo in giro a chiedere
, a scavare, tu lo sai che agli Accardo questo non gli piace …
Nicola " L’ho promesso a mia madre ! Il
bastardo che ha ammazzato mio padre deve pagare, deve finire come un
cane, con la faccia nel sangue e nella polvere ! "
Il capo dei bulli " ihh, come sei focoso! Tu
però ascoltali gli amici, lo sai che i chiacchieroni non piacciono a
nessuno,… troppo rumore stai facendo Nicola… e ggòditi sto bar ,la
famiglia… tuo padre, don Vito, ormai… Pace all’anima sua… ci
vediamo, Nicola ! "
Nicola rimane solo, ha un gesto di rabbia,soffia e
digrigna i denti , poi si gira intorno e si prepara a chiudere il locale
Scena 10 – Esterno. Notte - uccisione di
Nicola
Figura intera : Nicola, di spalle, abbassa la
saracinesca del locale, l’abbassa col piede
La cinepresa si avvicina a lui, lo segue si stringe
sulla nuca… Nicola si gira di scatto , si guarda indietro: la strada
è vuota da una parte e dell’altra, riprende a camminare… l’inquadratura
è di spalle, oscillante, come se qualcuno camminasse dietro di lui…
Nicola si gira ancora, nessuno Dal fondo arriva un’auto che passa e va…
Nicola si stringe nelle spalle, mette le mani in tasca .
Improvvisamente (inquadratura sempre di spalle),
DAVANTI A LUI un braccio lo tira dentro un vicolo . Rumori di lotta,
lamenti soffocati… si sentono gli spari .
Dissolvenza in nero
Scena 11– Esterno. Giorno - Al Cimitero. Rita,
sua madre, Piera
Campo lungo sul Cimitero. Si stringe sulle tre donne
che sistemano fiori primo piano sulla
madre che piange il figlio e si lamenta: "
Figlio, figlio mio, che terribile catena di disgrazie sulla mia
famiglia: prima il marito, ora il figlio mio d’oro…!Solo noi donne
siamo rimaste qui, a piangere! Chi ci aiuterà ora ? Figlio e marito
uccisi, senza pace, e nessuno potrà mai vendicarli 1"
Piera " vendetta, vendetta, non sapete dire altro !per
vendicare il padre, Nicola è stato ammazzato come un cane, e sua figlia
crescerà senza di lui … questo è un paese di vedove e di orfani!
E morti chiameranno morti, in un dolore senza fine ! quando
finirà?Chi potrà fermare tutto questo ? Ci deve essere un modo !
Madre " non chiedere niente figlia mia, impara a tacere , è
così, sempre è stato così , niente potrà cambiare mai in questa
terra e noi ...siamo solo donne, e ce la portiamo nel sangue, la
disgrazia !
Primo piano di Rita, pensierosa. Gira lo sguardo sulle croci e
le tornano in mente le parole ( con la sua voce fuori campo) dice : il
paese delle vedove e degli orfani…
SECONDA PARTE (luce)
Scena 1– Interno. Penombra - Piera Ajello in
questura
Primo piano su Piera che parla (La telecamera
si allarga gradualmente fino a fare vedere la stanza e così si capisce
che sta facendo la sua deposizione in questura) : " Mi chiamo Piera
Aiello e la mia vita si può raccontare in poco: a 14 anni mi sono fatta
fidanzata, a 18 sposata, a 21 mamma, a 26 vedova. Io non sono una
pentita, fino ad oggi non mi sono pentita mai di niente. La mia famiglia
con la mafia non ci ha mai avuto a che fare: mio padre fa il muratore,
ma potrei dire "faceva" perché da adesso in poi nessuno lo
farà più lavorare…io ho avuto solo un uomo, mio marito Nicola, e
anche se c’è stata la fuitina, io mi sono sposata vergine perché l’avevo
promesso a mio padre.
E’ bello essere puliti come il vestito bianco che
avevo al giorno delle nozze e, signor giudice, questa pelliccia non la
voglio più perché adesso lo so, è sporca :di fango e di sangue
innocente, ed io voglio vivere povera e pulita per guardare in faccia
mia figlia e non dovere abbassare gli occhi,mai !
Non mi importa di morire: mi sono fatta un’assicurazione
sulla vita, così, se crepo, mi devono pagare!"
Scena 2
Sequenza veloce di scene diverse accompagnate da
musica
1. Rita e Calogero litigano sul giornale con la foto degli arrestati
" ARRESTO DI MAFIOSI A PARTANNA" . Calogero butta a terra il
giornale , lo calpesta e se ne va.
Rita telefona da una cabina in spiaggia / all’altro capo del filo
un carabiniere che prende nota e concorda qualcosa con lei
Rita mostra il giornale alla madre che glielo toglie dalla mani e lo
strappa. Rita corre in camera, sbatte la porta e si butta sul letto
Rita telefona da una cabina del paese : questa volta è più agitata:
risponde un altro carabiniere che prende nota; Rita si scoccia, ripete,
l’altro ri - concorda qualcosa con lei…
Rita passeggia in riva al mare …(dopo la
sequenza veloce quella sul mare deve essere girata a passo normale:
rumore del mare e voce-off di Rita che parla mentre le immagini ce la
mostrano che passeggia sulla spiaggia, si ferma, mani dietro la schiena,
I° piano, onde del mare, uscita dal campo di Rita che accompagna la
fine delle parole…)
" Chissà perché l’amore non basta mai,
chissà perché il mare a volte è così azzurro e tranquillo e altre
volte, invece, gonfia le sue acque e le fa urlare come fosse rabbia e
dolore…desiderare è sempre così facile…ma ottenere anche solo un
po’ d’amore, è come risalire un pozzo solo con la forza delle tue
mani, mentre tutto il resto di te resta là sotto, risucchiato dal fondo…"
Scena 3 – Esterno. Giorno. Rita sul pullman
Molte persone, ragazzi con lo zainetto. Rita
seduta in fondo guarda fuori il paesaggio ( montaggio alternato dentro /
fuori) e sente la sua voce interiore " Me la ricorderò finchè
campo, questa giornata…papà, mi stai guardando? E tu Nicola?sei fiero
di me ? ma che faccio ? mi metto a parlare coi morti adesso ?(scuote la
testa come per liberarsi dai fantasmi) : il dialogo con i morti, la
tragedia greca: avevi ragione, professorè! Antigone ha avuto fegato,
eccome! Ed era sola! Farò come lei: mi farò coraggio da sola! Quanto
ci vuole per rivoluzionare la mia vita? Paura non ne ho, nemmeno un po’
( si aggrappa ai sedili, sospira, si agita, nervosa ) PENTITA. Mi
chiameranno pentita , come hanno già fatto con Piera : Pentita e
buttana ( si porta una mano allo stomaco) se deve accadere che accada
subito… (mentre Rita pensa, si possono inserire scene che sottolineano
le sue parole)
Scena 4 – Interno. Giorno. Corridoi del
tribunale
Scena la rallentatore e suono di passi che rimbombano
mentre si leggono le varie scritte sulle porte, fino a quella dove è
scritto " PROCURATORE DELLA REPUBBLICA" Paolo Borsellino
La scena diventa normale, cessa il rumore dei passi,
Rita si siede di fronte al giudice mentre viene scritta la data (
col suono della macchina da scrivere) : 5 Novembre 1991 " Mi chiamo
Rita Atria e finalmente vi siete decisi ad ascoltarmi…" (la voce
sfuma)
sequenza di montaggio parallelo : Rita parla
in questura / ragazzi vengono sorpresi in casa ed arrestati, ragazze che
piangono, nomi di arrestati sul giornale ( anche in sovrimpressione sul
volto di Piera)
—Culicchia ( Il sindaco) prelevato dai carabinieri
ed accompagnato in questura
Scena 5– Esterno. Giorno
Due ragazzi salgono in macchina , partono e
dopo un po’ si capisce lo scopo del viaggio : passano davanti alla
casa di Rita, la vedono stendere qualcosa, si girano a controllare.
Rita entra in casa chiude la porta, è agitata,
guarda fuori dalle persiane socchiuse e vede ripassare i due ragazzi che
guardano la casa :" Partanna è un campo minato per me, devo
cercare aiuto"
Scena 6– Interno. Notte Visita notturna
Penombra nella casa. MDP fissa che inquadra il
corridoio e le due porte chiuse da cui filtra la luce. La MDP deve
restare ferma un po’ più del solito per creare la suspance…
Improvvisamente si sentono forti colpi di mano che
bussano alla porta , ripetuti, tra pause di silenzio
Si alza la madre " chi è ? "
Andrea "Sono Andrea,"
Nel frattempo Rita si è alzata è a piedi nudi nell’atrio.
A segni dice alla madre di non aprire
La madre " Non ti conosco, vattene ! "
Andrea " Come non mi conosce ? non si
ricorda che andavo in campagna con suo marito, Don Vito, buonanima ?
"
La madre : Ma è 5 anni che non ti vedo, e ti
presenti ora ? "
Andrea " Io ci voleva solo fare una visita,
Signora Atria!"
La madre : ma che, è ora di fare visite, questa?
Vattene che è tardi, hai capito ? "
Pause di silenzio. Sguardi incrociati tra Rita e la
Madre
Si sentono passi allontanarsi e una macchina che si
avvia.
Le due donne si guardano … e si abbracciano (
Carmen Consoli- " Ultimo bacio " )
Scena 7– Interno.Notte Partenza
improvvisa
Andrea se n’è appena andato. Rita nella sua
stanza cammina nervosamente e parla da sola :
Andrea è venuto per uccidermi: so benissimo per chi
lavora, porta sempre con sé una pistola e non ci pensa due volte a
puntartela al cervello e sparare… mia madre, avrà capito ? l’ho
tranquillizzata, ma domani ? ho paura che domani mi uccideranno. Non
posso lasciarla nei guai… domani avvertirò il brigadiere, devo fare
in modo che mia madre sia al sicuro ! CON LA PAURA LA MAFIA NON SI VINCE
( quest’ultima frase deve essere detta quando la
scena è già quella successiva: si vede di nuovo il corridoio della
casa )
Scena 8– Interno.Giorno
Squilla il telefono ( data battuta a macchina : 21 Novembre 1991) La
madre va a rispondere. Si sente una voce: " sono il brigadiere
Blenda, sua figlia è in pericolo, ma è sotto protezione, faccia quello
che le dico ...
( voce che sfuma sulla faccia terrorizzata della madre)
Scena 9 – Interno.Giorno
La madre di Rita va in camera sua, raccoglie velocemente indumenti
dai cassetti e dall’armadio, li caccia disordinatamente dentro una
borsa e la consegna al carabiniere in attesa
Scena 10 – Interno.Giorno
Decollo di un aereo
Scena 11– Roma- Interno. Sera
Dentro l’auto dei carabinieri , insieme a Piera che
è venuta a prenderla, Rita sbircia la grande metropoli illuminata e si
sente felice. Piera la rassicura " Come sono contenta che sei
qua con me, al sicuro ! Roma è bellissima, e anche la casa !Con tutti i
comfort : tv, telefono, videoregistratore…e poi, lavoro per una fabbrica
e mi sto prendendo il diploma di maestra, l’ho sempre desiderato, ma non
ho mai potuto studiare, oh, Rita, vedrai che anche tu sarai felice qui,
finalmente !
Rita " questa città è così grande …chissà
se basterà per sfuggire alla vendetta ! mia madre …l’ho incontrata
per un attimo, non so cosa le hanno detto, ma credo che abbia capito , mi
ha guardato con odio e me l’ha giurato : se è vero che ho parlato con i
giudici mi posso scordare d’essere figlia sua.
Piera "La legge della famiglia non perdona
."
Rita" Non mi perdonerà mai, mi ha detto, ho
cercato di farle capire, ma non c’è verso… è inutile … Piera, ci
troveranno qui ? e i vicini ? sanno chi sei ?
Piera " no, no, nessuno sa il mio vero nome:
casa, telefono,…tutto è registrato con un altro nome, stai tranquilla…
e poi abbiamo sempre i nostri angeli custodi ( sorride accennando al
brigadiere che accenna un sorriso anche lui ) certo, mi dispiace mentire a
tutti, ma sai qual è il bello ? ho lasciato una zona e allora ho spiegato
la verità a quelli che ho conosciuto e loro mi hanno detto " brava,
sei coraggiosa, ti vogliamo più bene di prima, torna a trovarci, qui per
te c’è sempre posto… gli unici che mi hanno voltato le spalle sono i
nostri compaesani… che vergogna!
Scena 12– Esterno. Giorno a Roma
Immagini in successione di shopping con Piera: grandi
magazzini, provano occhiali da sole, ridono, si fanno delle foto alla
stazione con le macchinette automatiche insieme alla bambina, Piera la
tira dentro un negozio di parrucchiere, le regala dei vestiti nuovi.
Insieme, curate ed eleganti, si specchiano nelle vetrine… e ridono
Scena 13– Interno. Giorno a Roma – in libreria
Rita osserva con calma i libri che le interessano,
quando si accorge che qualcuno, fermo, la sta osservando.
Infastidita, cambia scaffale e lui la segue. Allora
Rita paga ed esce. L’uomo la segue, lei affretta il passo , attraversa
la strada e si perde verso i palazzi.
Scena 14– Esterno. Giorno a Roma – giardini
Rita arriva affannata, ma soddisfatta, ad una panchina,
si calma un po’ , indossa le cuffie e si mette a leggere il libro che ha
comprato…improvvisamente due scarpe si materializzano sotto i suoi
occhi.
Rita sobbalza , si strappa le cuffie dalle orecchie
" Chi sei, che cosa vuoi ?
Gabriele (ride come un pazzo ) " ma che fai ?
ti spaventi ? niente, volevo solo conoscerti, perché fai così ?
Rita " Ma guarda che razza di scimunito ! vuoi
dire che mi seguivi solo per abbordarmi ? ma c’era bisogno di farmi
prendere questo spavento ? ( d’impulso, gli dà un bacio sulla fronte e
poi crolla sulla panchina ) ma guarda che tipo ! e che ci fai qui, a Roma
?
Gabriele "Si sente eh, che sono meridionale ?
ma anche tu ! io sto nella marina militare, me la passo di merda mi chiamo
Gabriele, e tu ?
Rita ( esita un istante )… " mi chiamo
Margot !...ma , visto che sei tu, mi puoi chiamare Rita
Gabriele (ride) "sei una sagoma ! vabbè,
Rita,o Margot , ci andiamo a prendere un gelato ?
Scena 15– Scene in successione con Gabriele
Giostre. Bar. Zucchero filato. Gesti di tenerezza, si
guardano il tramonto, passeggiano al mare……
A passo normale :
Piera " Che faccio ? Rita insiste che vuole
farlo salire e io…ma guarda che mi tocca fare! Manco fossi un genitore
dell’800 !
Brigadiere " ci siamo informati : il
ragazzo è a posto, è fuori dai giri mafiosi. Può frequentarlo.
Scena 16–Interno. Giorno a Roma – Compleanno
della bambina
Piera e Rita fanno i preparativi per il compleanno
della bambina.
Rita " non mi sembra vero, un momento di pace
così… una casa, qualcosa da festeggiare…
Piera " Finalmente ! ma ce lo siamo meritato,
Rituzza mia ! ( l’abbraccia) ma chi ce l’ha dato un coraggio così ?
Rita " eh, chi ce l’ha dato… certo, se non
ci fosse stato zio Paolo, il mio giudice…lo sai ? ogni volta che mi
prende la disperazione, ogni volta che penso a mia madre e mi sale la
rabbia, quando mi sento la mafia col fiato sul collo e mi acchiappa l’angoscia…lui
sai che fa ? mi prende la faccia tra le mani e " beddra mia,
calmati,non fare così, non ti preoccupare, un giorno tua madre capirà…nel
frattempo non sei sola. Tu hai me!" … Se non ci fosse lui…
Piera " Che sguardo sereno,ogni volta che
parlo con lui, si vede che ha la coscienza a posto !"
Rita " E’ vero, a volte mi viene voglia di
restare sempre lì, con lui, in quella stanza al sicuro, a guardare il suo
volto sereno…penso che così dovrebbe essere un padre.
Piera " E lo sai che si è ricordato lui del
compleanno di Vita Maria ? e, a proposito, te l’ha detto quando arriva ?
CAMPANELLO : TUTTE E DUE : E’ zio Paolo ! dài, svelta, andiamo di
là
A tavola, Borsellino distribuisce i regali,
bacia la piccola Vita Maria " e come sta la nostra giudicessa ? ti
ricordi, Piera, di quella volta a Marsala, durante l’interrogatorio di…
Piera " Sì, che risate ! ( rivolta a Rita )
pensa che Vita Maria si voleva assittare al posto di zio Paolo e lui si
alzò, la fece accomodare e ci disse " ecco la signorina
giudicessa!" e poi Vita Maria ne approfittò, e cominciò a toccare i
timbri, i foglietti adesivi, li appiccicava dappertutto… e zio Paolo…
nenti!"
Borsellino " e certu, a’ picciriddra si
stava divertendo ! ( poi, rivolto a Rita che , nel frattempo ha slegato il
suo regalo, ha indossato il ciondolo e si è legata il nastro rosa nei
capelli ) " Come stai bene così, Ritù, con stò nastrino assomigli
ancora di più a mia figlia Lucia, sai che mi succede ? certe volte,
quando parlo con lei, ho la sensazione di parlare con te, mi pare che
grazie a te riesco a capirla meglio…
Rita ( con scherzosa solennità) "Allora, zio
Paolo, visto che così sembro tua figlia, per farti contento, GIURO, che
questo nastro non me lo levo più!"
Scena 17–Interno. Giorno a Roma – casa di Piera
- rottura con la madre per telefono
Rita " Non ce la faccio, non ce la faccio…
ma come ? oggi è l’ultimo giorno dell’anno e io non devo sentire mia
madre ? No, no, voglio almeno sentire la sua voce ( compone il numero
mentre Piera scuote la testa )" Pronto, sei tu, mamma, sono Rita, tua
figlia…
La madre " Figlia, dicisti? Quale figlia ?
ne avevo una, ma ora è pazza e va gettando disonore sulla sua famiglia,
sul paese, su sua madre…
Rita " Non sono pazza, mamma, ho raccontato
cose che fin da bambina ho sempre sentito, su quelli che tu chiami persone
di rispetto,quelli che ti hanno ucciso figlio e marito, te lo sei scordato
? io no! E ho voluto mandarli in catene, mamma, l’ho fatto anche per te,
per il paese, e per tutti quelli che la mafia ucciderà ancora !
La madre " Ma quale mafia! Ma chi ti mette in
testa queste cose! Stai attenta , tutto il paese è contro di te, e chi
sei tu, che vuoi alzare la testa? Certe leggi non le devi giudicare! Non
ci pensi a me, a tua madre, che è rimasta sola ?
Rita " Sola sono io, mamma ! rifiutata da un
paese che è vergogna, spazzatura, e adesso anche da te, mamma, ho paura !
aiutami, stammi vicino !
La madre " Pazza, tu sei pazza! vuoi aiuto?
Vai dal giudice, rinnega tutto, dì che hai sbagliato, torna a casa ,
dimentica, e torna FIGLIA MIA ! … Di che t’illudi ? chi è potente non
ci va in galera e tu rischi invece di andare sottoterra, come i tuoi morti
! e sai che ti dico ? manco ci vengo al tuo funerale, perché non ti
conosco, maledetta !"
TERZA PARTE (BUIO)
Scena 1 – morte di Borsellino (19 luglio 1992)
Montaggio parallelo : Rita si prepara per
uscire,davanti allo specchio, sta per mettere la collana e il
ciondolo(regalo del giudice ) si sfila (rallenty) e cade …
sull’ultimo fotogramma, prima che il ciondolo tocchi
terra , inserire l’esplosione dell’auto e una musica stridula
Scena 2 – Interno- giorno- A casa
Piera a letto e Rita la accudisce. Rita va in
cucina, riempie un bicchiere e va verso la camera da letto. Ripete
nevroticamente : " Ora siamo fritti, non c’è nessuno che ci
protegge…che destino atroce: ogni volta che mi affeziono a qualcuno, la
mafia me lo ammazza! Ora siamo fritti, ora non c’è nessuno che ci
protegge" ( nel frattempo è arrivate vicino al letto di Rita che sta
distesa, con una pezza sulla fronte…" Su, Piera, fatti coraggio,
non mi lasciare sola anche tu ( suono del campanello che le fa trasalire )
Brigadiere " Sono venuto per ordine del tribunale…
purtroppo, dopo il terribile attentato,molti collaboratori che si fidavano
solo di Borsellino,stanno facendo marcia indietro…hanno paura…perciò…i
giudici pensano che …sia giusto che anche se voi…( si siede e sospira
) insomma : se vi volete ritirare anche voi …
Piera (si alza dal letto) " No, no, no,
glielo puoi dire al giudice, un tradimento così, a zio Paolo non lo
faremo mai ! se prima avevamo un motivo per lottare, ora ne abbiamo cento
!
Scena 3 – Esterno - notte - Sulla terrazza
della casa
Rita e Piera sono distese sulla terrazza della casa e
guardano il cielo…
Piera " Non riesco più a sognare: nei miei
occhi vedo solo buio e oscurità, vorrei tanto avere Nicola accanto a me,
ma l’unica cosa che riesco a fare è piangere"
Rita " Anche a me manca Nicola, e …e anche
Gabriele…proprio ora doveva andare così lontano?
avrei tanto bisogno di lui e le sue lettere non mi
bastano, mi pare di avere in mano solo briciole di tutta la mia vita,
sento intorno un vuoto grande, sempre più grande…e credo proprio che
almeno in questo mia madre aveva ragione : Culicchia in galera non ci
andrà mai : io sono solo una ragazzina di 17 anni e lui , invece,
assassino e truffatore,fa il bravo onorevole, e come al solito, vince chi
è più bravo a truffare la vita …
Piera " No, No, che brutte parole che dici
! io ci voglio credere, per me, per la Sicilia, ma soprattutto per Vita
Maria : voglio che abbia una vita diversa dalla famiglia Atria e anche tu
,Rita, devi farti coraggio :hai Gabriele vicino a te, si vede che ti vuole
un bene da matti, qui a Roma, vedrai, tutto si sistema … l’unica
speranza è non arrendersi mai.
Rita " Volesse il cielo ! hai visto com’è
bello stanotte? Ci sono milioni di stelle, ognuna è più affascinante
dell’altra, in ognuna c’è un piccolo segreto, come noi, ognuna ha un
viaggio da compiere, anche la più piccola, quella che sta viaggiando per
me… Lì ci sono papà e Nicola, i miei due grandi amori, e un giorno
anch’io potrò abbracciare le mie stelle… hai ragione tu,un mondo
onesto forse non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare ? Forse, se
ognuno di noi prova a cambiare, forse,ce la faremo.
Scena 4 – Interno/Esterno – giorno – dentro/
fuori casa
Una donna, inquadrata in modo da non poterla
precisamente identificare, si muove per casa, indossa un pigiama rosa, va
in cucina, riempie un bicchiere d’acqua sembra tutti normale … stacco
- mani che compongono un numero di telefono da una cabina, aspettano,
riattaccano- stacco ma ad un certo punto squilla il telefono, lei
ci passa vicino, ma non risponde…cammina su e giù per la stanza… stacco
- piedi che corrono, arrivano sotto il portone, mani che infilano la
chiave nel portone- stacco - mano che prende un pennarello e scrive
sul muro " ti amo. Non abbandonarmi. Senza di te il mio cuore non
vive". Poi prende una sedia, l’accosta alla ringhiera stacco
– piedi che corrono per le scale, arrivano davanti alla porta di casa- stacco
– piedi che salgono sulla sedia e sulla ringhiera…
Ultima sequenza: la ragazza che sta per buttarsi è
Rita: esita un attimo, ma improvvisamente due mani sbucano dal nulla : -
è Gero, il suo primo fidanzato che la spinge di sotto!
- è sua madre che la spinge di sotto!
- sono i bulli del paese che la spingono di sotto !
- sono i galantuomini che la spingono di sotto !
( la scena della spinta deve essere ripetuta in modo
identico, cambiando solo le persone che spingono Rita )
Scena 5 – Esterno – giorno
Dal basso, si inquadra il volto di Piera, affannata,
che è arrivata su, ma troppo tardi e poi, dall’alto
( soggettiva) un corpo vestito di un pigiama rosa
disteso sull’asfalto; brusco avvicinamento della MDP al corpo e graduale
ritorno indietro con apertura di campo mentre sullo schermo si va
scrivendo
" Cittadini della mia terra
patria,
guardatemi muovere all’ultimo
cammino
guardatemi rivolgere l’ultimo
saluto al sole,l’ultima luce che
io vedrò
Ade, il dio del grande sonno, viva
Mi conduce alla riva d’Acheronte
E non più nozze per me
Non canti nuziali,
ma alla morte andrò sposa.
( "Antigone " di Sofocle )
Sullo stendipanni di un balcone è rimasto impigliato il nastro rosa
che Rita portava tra i capelli; il vento lo fa lievemente ondeggiare…
(dettaglio)
Scena 6 – Esterno – giorno –
Giovani ragazze e ragazzi arredano la sala e preparano
un grande cartello con su scritto " Associazione Rita Atria "
Ognuno di loro porta un nastro rosa ai capelli, al
polso, nei ganci della borsa, alla caviglia…(serie di dettagli )
Frase fuori campo - musica ( o immagine in
sovrimpressione) di Rita
"un mondo onesto forse non esisterà mai, ma
chi ci impedisce di sognare ? Forse, se ognuno di noi prova a cambiare,
forse,ce la faremo. "
FINE |