PIANO NAZIONALE PER LA PROMOZIONE DELLA DIDATTICA DEL LINGUAGGIO CINEMATOGRAFICO ED AUDIOVISIVO NELLA SCUOLA

L’ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE " M. FODERA’ " di AGRIGENTO

PRESENTA

Film ispirato alla figura e alla storia vera di Rita Atria, moderna "Antigone" siciliana, giovanissima ribelle alla dura legge della mafia,in nome della dignità e del cambiamento.

 

Gli alunni delle classi 4 E e 4 O, guidati dalla prof. Giovanna Grisafi, responsabile del Laboratorio Didattico Cinematografico,hanno costruito il film attraverso un preciso percorso progettuale che

li ha visti coinvolti come ricercatori,sceneggiatori, tecnici, e infine attori.

Le riprese cinematografiche sono state affidate alla capacità ed alla pazienza

 

del regista MASSIMO PUGLISI

 

Musiche originali di Graziano Giovanni Moscato

Montaggio Massimo Puglisi

 

il film è stato liberamente tratto dal libro di Sandra Rizza

" Una ragazza contro la mafia "

Edizioni La Luna- Palermo- 1993

 

Soggetto cinematografico

Rita Atria appartiene ad una famiglia mafiosa di Partanna. Ragazzina, si rende conto gradualmente di questa realtà che la confina in un mondo " popolato solo di vedove e di orfani". Perciò, dopo la morte del padre, ucciso in una faida, così come il fratello, a soli 17 anni si presenta al giudice per denunciare il sistema mafioso e vendicarne la morte. La scelta di collaborare con la giustizia la porta a una solitudine estrema e sofferta: Rita rompe con Calogero,il fidanzato che spaccia eroina sotto i suoi occhi, entra in conflitto con la madre,custode della legge dell’omertà, con il paese intero.

Abbandona la sua Sicilia natale ed è costretta ad esiliare a Roma. Il procuratore Paolo Borsellino diventa per lei una figura paterna, la prende sotto la sua protezione e la sostiene nella sua ricerca di giustizia.

Ma le stragi di Capaci e di via D’Amelio, mettono Rita di fronte all’assurdità della vita e la portano al suicidio.

Nello stesso anno, A Partanna e in tutta la Sicilia, decine e decine di donne e di giovani fondano circoli e associazioni intestati a lei nella consapevolezza che un cammino lungo e difficile come quello della lotta alle mafie non si può percorre da soli…

 

 Marzo 2003 Sceneggiatura

PRIMA PARTE ( buio )

Scena 1- Esterno. Giorno

Campo lungo su un paese siciliano piccolo, antico , arroccato su una collina

Campo medio: ragazzi chiacchierano al bar, irrompe sulla strada una macchina (o una moto) appariscente, musica ad alto volume, ritmo disco-music.

Ne scendono ragazzi vistosi, giubbotto di pelle, , nero, jeans, , …

Uno dei ragazzi che, seduto ai tavolini, era rimasto a fumare, testa bassa in silenzio, si alza di colpo, barcolla un po’ e si pone davanti al bullo-capo : " Rosario, finalmente…aiutami…ecco, ci ho i soldi, guarda !" (mostra un rotolo di soldi nel pugno)

 

Rosario, il bullo, lo scosta sgarbatamente da davanti a sé :"E lèvati,…c’hai i soldi ? e certo che ce li devi avere! Vèditela con Gero,và, chè ci pensa lui a darti aiuto! ( poi ci ripensa e, rivolto a Gero,)

:" Sì, però, mi raccomando, Gero, lontano dagli occhi di quella pazza di Rita,ma chi te l’ha fatto fare, ah, di metterti con una santa !"

Carrellata (soggettiva) su una strada stretta del paese dove si vedono : una vecchia che si affaccia a spolverare una pezza,ragazzi che armeggiano intorno ad un motorino,vecchie macchine posteggiate. ( tutti si girano a guardare verso la cinepresa)

Sbocco in piazza: panoramica che evidenzia ragazzi sbracati al bar che fumano e guardano le gambe alle ragazze che passano (commenti vari…)(anche loro si girano a guardare verso la cinepresa)

Si sentono suonare campane.

Campo medio e fig. intera : persone escono dalla chiesa, uomini e donne col vestito della domenica; si sentono voci ,( anche fuori inquadratura) "ossequi dottore" "buongiorno onorevole" (anche loro guardano verso la cinepresa)

Uno del paese, vestito dimessamente, coppola in testa, si avvicina al gruppo dei signori, si toglie la coppola, la tiene con ambedue le mani " baciamo le mani, don Culicchia", bacia letteralmente le mano (inquadr. In dettaglio) e… panoramica a schiaffo su un altro dettaglio: mani che si passano la droga

Il dettaglio si allarga fino alla figura intera : due ragazzi appartati in un angolo della piazza,la cinepresa si avvicina sempre di più, fino a quando i due ragazzi si accorgono della presenza di qualcuno (si sentono scoperti e guardano verso la cinepresa)

Gero dice:" Rita ! …e tu che ci fai qua ? "

 

Scena 2 – Esterno. Giorno

Primo piano su Rita che ,arrabbiata ed insospettita, guarda i due ragazzi, soprattutto Gero che si avvicina sforzandosi di nascondere l’imbarazzo con un sorriso e fa per baciarla, ma lei lo respinge con il braccio

" Lèvati, che stavi facendo, ah ? ti ho visto, che credi ?"

Gero:" Fatti miei, cose che a ttia un t ‘interessano… e poi Rita, che fai, la santarellina ? oppure queste cose le può fare solo tuo fratello Nicola? …il fratellino adorato…" e le tira su il mento con sgarbo

Rita " Che dici ? Nicola s’è messo la testa a posto, ca ci voli bene, iddru, a sua moglie e a’ picciriddra… tu invece… sempre cose da nascondere hai !

Nicola fa per andarsene, ma lei lo trattiene per un braccio " dove stai andando ? stai attento !

Lui la guarda un attimo, fa un gesto col braccio per mandarla al diavolo, le gira le spalle e se ne va.

Rita rimane immobile, di spalle.

La cinepresa si sposta su di lui e lo accompagna fino al gruppo di signori, fermo ancora sul sagrato, si avvicina ad uno di loro e gli dice ( in primo piano) "baciamo le mani, don Culicchia" e fa il gesto di prendere la mano.

 

Scena 3 – Interno. Giorno.

Rita torna a casa, amareggiata dopo il litigio, cammina lentamente e si asciuga gli occhi col dorso della mano.

In cucina, la madre, di spalle, spignatta. Rita si sofferma sulla porta della cucina e sussurra

" mamma…"

La madre si gira di scatto e, nel movimento, una tazza le cade dalle mani. Urtata, si rivolge a Rita

" Maledizione ! che brutto vizio che hai di spuntare all’improvviso dietro le spalle ! quando parli fai danno! Ti sembra questa l’ora di tornare! Dove sei stata fino adesso? Tu vai in giro a farti bella e io qui da sola a preparare! Non sono la tua serva! "

Rita,stancamente, fa scivolare la sciarpa che penzola dalle sue mani mentre si avvia verso la sua stanza ( figura intera, di spalle)

Entra nella sua stanza, getta la sciarpa sul letto e vi crolla sopra

Si stende sul letto ( inquadr. dall’alto) e, girando lo sguardo, passa in rassegna le foto col padre, attaccate alle pareti

Stacchi successivi sulle foto che la ritraggono assieme al padre ( con lei bambina in braccio, nel primo giorno di scuola, compleanno, varie

Rita (scuote la testa mentre scorrono le foto del padre)" che destino, che destino infame sopra la mia famiglia!...pure tu, papà: tenevi sempre la pistola , tanto che, ti ricordi?me la trovarono in mano che avevo solo 5 anni e mi pareva un giocattolo…uomo temuto eri, e riverito ! ma con me, a’ picciriddra tua, ti squagliavi come un pupo di zucchero e poi, quando in paese arrivò il terremoto prima e l’eroina poi, tu, da vecchio capo, non la volevi quella schifezza bianca…perciò, come un cappotto vecchio sei stato messo da parte…e ucciso, come un cane…sangue, lutto …e io avevo solo 11 anni, !"

Rita si gira, sporge il braccio verso il comodino , fino alla foto incorniciata del padre, la prende, se la poggia sul petto e si rannicchia assumendo una posizione fetale ( inquadr. dall’alto)"come mi manchi, papà" – musica in crescendo…

 

Scena 4 – Interno. Giorno.

La musica si blocca di colpo sulla voce della madre che la chiama " Rita, ancora assai devi stare? Sbrigati che tuo fratello qua è …c’è di cunzari a tavula …

Rita esce e la bambina le corre incontro : tenerezze, effusioni " comu criscisti…"dice Rita poi, con la bambina abbracciata, si avvicina al fratello, lo bacia e poi a Piera (che porta la pelliccia) la bacia e prende la sua collana tra le mani " Bella, sta collana…"

"e tu, perché non ti metti mai niente? Perché non ti curi? Sempre con sta’ faccia pallida…" dice Piera affettuosamente

interviene Nicola "lasciala stare, a’ picciriddra, ca ancora deve crescere" e, con una carezza in testa, le scompiglia i capelli

( la scena dell’incontro con Nicola e Piera va girata mentre si spostano dal corridoio in cucina)

Nicola si avvicina ai fornelli, accanto alla madre "Che si mangia, mà?" –

Madre " è inutile che fai il finto tonto, te le ho preparate le lasagne al forno"

Sullo sfondo Rita e Piera chiacchierano e giocano con la bambina

A tavola. Si mangia senza parole. Nicola rompe il silenzio, vedendo la faccia seria di Rita : " Che c’hai, Rita, la luna di traverso ? "

Rita :" Niente, niente, non ti preoccupare…"

La madre : "Secondo me è perché dorme poco: l’avevo detto io : questa scuola a Sciacca è troppo lontana, ogni mattina si deve alzare quasi all’alba, ma, lo sai com’è tua sorella: OSTINATA , quando si mette in testa una cosa …"

Rita :" Certo che è lontana! Lo so pure io! Perciò, te l’ho detto, è meglio che mi trovo una stanza là, invece di viaggiare!"

La madre :"ma quando mai si è detto che una picciotta per bene se ne va a vivere a 35 Km da casa! Stai attenta Rita, tu dissi, anche se sei femmina,è giusto che devi studiare, ma sei fai storie, in quattro e quattr’otto ti ritiro e vai a fare la sarta!"

Nicola :" Vabbè mamma, lasciala stare a Rita, poi si vedrà, in qualche maniera una soluzione la troviamo…lo sai che facciamo Ritù? Domani ti vengo a prendere io a scuola: ti risparmi un viaggio in autobus e ci facciamo una bella chiacchierata, okkei ?"

Piera :" Sì, sì. Si può fare! Tanto, col nuovo bar siamo più sistemati e possiamo aprire col nostro comodo e, anche se Nicola non c’è, ci poso stare io, eh, Rita, che dici, me lo fai un sorriso?

Rita accenna ad un lieve sorriso, quando squilla il telefono che interrompe il dialogo a tavola.

Nicola dice a Rita " rispondi tu, se è per me… non ci sono ,capisti ? "

Al telefono Rita balbetta qualcosa, rimane un po’ in silenzio,si capisce in volto che è spaventata,scossa. Abbassa il braccio con la cornetta in mano e, rivolta a Nicola "Vogliono te, sanno che sei qui…"

Nicola prende il telefono, pronuncia qualche monosillabo e poi, brusco, prende il giubbotto e fa per uscire

La madre lo rincorre, lo chiama e lui dice " niente,niente,tutto a posto, mangiate,mangiate voi. C’è qualche testa calda che, ogni tanto, si sveglia, e vuole comandare , ma ci penso io, stai tranquilla, mà"

Madre :" Ricordati figlio mio, quelli che comandano sono sempre più forti e non possiamo fare altro che obbedire, obbedire e tacere, perché parlare fa sempre male"

Nicola sbatte la porta ed esce

 

Scena 5 – Interno. Giorno. Colloquio tra Rita e Piera

 

In cucina, mentre lavano i piatti.

Piera " … lo vedi come fa tuo fratello ?s’è messo in testa di vendicare suo padre, di farsi giustizia con le sue mani, sta sempre con certa gente, è come un segugio che segue la pista: annusa,… scava… e non vede altro,neanche me e sua figlia…orari strani,sempre teso, nervoso, …ho paura che gli succeda qualcosa…

Rita " che dici ? io pensavo che si fosse messo la testa a posto…ma allora aveva ragione Calogero…

Piera " Calogero? Che dice? l’hai visto ?

Rita " l’ho visto,l’ho visto e ho visto anche troppo, anche lui allora è nei guai, fa il ruffiano agli Accardo…

Piera " …è un incubo …sono così avvilita che a volte penso di prendere la bambina e andarmene…"

Rita " No, non fare fesserie,Piera, a Nicola,domani, ci parlo io, non ti preoccupare !

 

 

Scena 6 – Esterno. Mattina presto

Prime luci. Corriera in moto, inquadratura del cartello PARTANNA- SCIACCA, poche persone sedute, contadini infreddoliti. Rita con lo zainetto da scuola sale, la corriera parte

Pieno giorno. Rita, di spalle si avvia verso la scuola.

Si legge l’insegna ISTITUTO ALBERGHIERO DI STATO

 

Scena 7– Interno. Giorno

Laboratorio teatrale : l’insegnante (spiega l’eroismo di Antigone ad un gruppo di ragazzi che provano la scena)" Il valore del gesto di Antigone,ragazzi,il suo eroismo, va colto proprio, nella forza che pure possiede chi,fragile, si oppone ad un potere gigantesco, mostruoso : in fondo , Antigone è una ragazza giovane, e non ha grande esperienza del mondo, eppure, in nome di qualcosa che sente dentro il suo cuore,si oppone ad una legge inesorabile che le impone l’obbedienza… o la morte…

 

Uno dei ragazzi chiede :" ma Antigone è ostacolata anche dalla sorella, che dovrebbe stare dalla sua parte…perché?

l’insegnante :" Certo, Antigone … è sola ! in questa sua lotta, che pure è giusta, non trova aiuto nemmeno tra chi, nella sua famiglia, dovrebbe starle più vicino, ma, forse capirete meglio se ascoltate attentamente le parole del testo, su proviamo il colloquio tra Ismene, la sorella, ed Antigone, a proposito della sua scelta… Via!

Ismene : " Siamo donne, ricordalo,non si può far torto agli Dei, chi ci governa è più forte e noi dobbiamo piegarci a quest’ordine… agire oltre i propri limiti, è follia !"

Antigone :" Morire adesso,prima del tempo, è un guadagno per me. Chiunque vive tra tante sciagure, queste, in cui vivo io, continue,come potrà non ritenersi fortunato, contento, se muore? A te sembrerà che io agisca da folle…ma chi mi accusa di follia, forse è lui, il folle!"

 

Primo piano di Rita che pensa… e riflette…

 

Scena 8– Esterno. Giorno Rita e Nicola

Fuori dalla scuola, Nicola aspetta, appoggiato alla macchina. Sorride vedendo arrivare Rita, fa un gesto con le mani come a dire "lo vedi"? Si avvicina, la bacia e : " promessa mantenuta, uomo d’onore sono!"(scherzando).

Ma siccome Rita non sembra di buon umore : " Che hai ? qualcuno ti ha fatto uno sgarbo? Tu dillo a mmia, il tuo fratellone ( e le carezza i capelli con dolcezza)

ma Rita, decisa :"Nessuno m’ha fatto niente, lascia stare! Sono preoccupata per te invece…ho saputo da…non ti interessa, l’ho saputo! Che c’è una testa calda, un certo selinuntino che si è convinto che tu lo perseguiti…con questa tua smania di vendetta, lascia perdere : i morti sono morti e anche nostro padre: pace, finalmente, all’anima sua !

Nicola :"Ma che vai dicendo ? chi ti dice queste cose ? queste sono paure di femmine! Io con certa gente ci cammino perché mi devo proteggere, quelli sono amici , di loro mi fido ciecamente e vedrai che io no, non ci finisco come nostro padre…e chi deve pagare… pagherà!"

Rita : " Ah sì? Gente fidata? e se questo selinuntino, per pararsi il culo, ti spedisce due sicari a farti la festa ?

Troppe fesserie stai facendo, Nicola, anche quella schifosa polvere ti sei messo a vendere…avevi promesso di metterti la testa a posto e invece… stànne fuori, Nicò, coi cattivi guadagni puoi vedere più gente rovinata che salvata… e poi…lo sai che ti voglio bene e anche Piera, e Vituzza Maria,

Nicò, non ci posso pensare…se pure tu, come papà… (lo abbraccia)

Nicola :" Rintuzza mia, stai tranquilla, tu non ci pensare, io so quello che faccio, so chi sono gli amici e chi sono i nemici…(primo piano sulla faccia di Nicola, preoccupato)

 

Scena 9– Interno. Sera - minaccia al bar

 

Ragazzi ai tavoli che giocano a carte, leggono risultati sportivi, parlano di donne, giocano a calcetto.

Di colpo, si bloccano : entrano tre ragazzi, aspetto sgradevole si avvicinano a Piera, al bancone .

incroci di sguardi tra i clienti del locale, qualcuno esce…

Nicola esce dal retrobottega e brusco rivolto a Piera " Piera, ancora qua stai ? te lo sei scordato che abbiamo una figlia da andare a prendere ? vattene a casa, và, ché qui ci penso io

Piera lo guarda preoccupata , scuote la testa, raccoglie il suo cappotto, qualche busta di plastica, e se ne va

I tre ragazzi si guardano in giro, il locale intanto si è svuotato…

Bullo :" Ti vanno bene le cose , Nicola ? " " vedo che ti sei sistemato bene ora : la moglie, il bar, la bambina… ma chi telo fa fare, ah, di andare troppo in giro a chiedere , a scavare, tu lo sai che agli Accardo questo non gli piace …

Nicola " L’ho promesso a mia madre ! Il bastardo che ha ammazzato mio padre deve pagare, deve finire come un cane, con la faccia nel sangue e nella polvere ! "

Il capo dei bulli " ihh, come sei focoso! Tu però ascoltali gli amici, lo sai che i chiacchieroni non piacciono a nessuno,… troppo rumore stai facendo Nicola… e ggòditi sto bar ,la famiglia… tuo padre, don Vito, ormai… Pace all’anima sua… ci vediamo, Nicola ! "

Nicola rimane solo, ha un gesto di rabbia,soffia e digrigna i denti , poi si gira intorno e si prepara a chiudere il locale

 

Scena 10 – Esterno. Notte - uccisione di Nicola

 

Figura intera : Nicola, di spalle, abbassa la saracinesca del locale, l’abbassa col piede

La cinepresa si avvicina a lui, lo segue si stringe sulla nuca… Nicola si gira di scatto , si guarda indietro: la strada è vuota da una parte e dell’altra, riprende a camminare… l’inquadratura è di spalle, oscillante, come se qualcuno camminasse dietro di lui… Nicola si gira ancora, nessuno Dal fondo arriva un’auto che passa e va… Nicola si stringe nelle spalle, mette le mani in tasca .

Improvvisamente (inquadratura sempre di spalle), DAVANTI A LUI un braccio lo tira dentro un vicolo . Rumori di lotta, lamenti soffocati… si sentono gli spari .

Dissolvenza in nero

Scena 11– Esterno. Giorno - Al Cimitero. Rita, sua madre, Piera

 

Campo lungo sul Cimitero. Si stringe sulle tre donne che sistemano fiori primo piano sulla

madre che piange il figlio e si lamenta: " Figlio, figlio mio, che terribile catena di disgrazie sulla mia famiglia: prima il marito, ora il figlio mio d’oro…!Solo noi donne siamo rimaste qui, a piangere! Chi ci aiuterà ora ? Figlio e marito uccisi, senza pace, e nessuno potrà mai vendicarli 1"

Piera " vendetta, vendetta, non sapete dire altro !per vendicare il padre, Nicola è stato ammazzato come un cane, e sua figlia crescerà senza di lui … questo è un paese di vedove e di orfani!

E morti chiameranno morti, in un dolore senza fine ! quando finirà?Chi potrà fermare tutto questo ? Ci deve essere un modo !

Madre " non chiedere niente figlia mia, impara a tacere , è così, sempre è stato così , niente potrà cambiare mai in questa terra e noi ...siamo solo donne, e ce la portiamo nel sangue, la disgrazia !

Primo piano di Rita, pensierosa. Gira lo sguardo sulle croci e le tornano in mente le parole ( con la sua voce fuori campo) dice : il paese delle vedove e degli orfani…

 

SECONDA PARTE (luce)

 

Scena 1– Interno. Penombra - Piera Ajello in questura

Primo piano su Piera che parla (La telecamera si allarga gradualmente fino a fare vedere la stanza e così si capisce che sta facendo la sua deposizione in questura) : " Mi chiamo Piera Aiello e la mia vita si può raccontare in poco: a 14 anni mi sono fatta fidanzata, a 18 sposata, a 21 mamma, a 26 vedova. Io non sono una pentita, fino ad oggi non mi sono pentita mai di niente. La mia famiglia con la mafia non ci ha mai avuto a che fare: mio padre fa il muratore, ma potrei dire "faceva" perché da adesso in poi nessuno lo farà più lavorare…io ho avuto solo un uomo, mio marito Nicola, e anche se c’è stata la fuitina, io mi sono sposata vergine perché l’avevo promesso a mio padre.

E’ bello essere puliti come il vestito bianco che avevo al giorno delle nozze e, signor giudice, questa pelliccia non la voglio più perché adesso lo so, è sporca :di fango e di sangue innocente, ed io voglio vivere povera e pulita per guardare in faccia mia figlia e non dovere abbassare gli occhi,mai !

Non mi importa di morire: mi sono fatta un’assicurazione sulla vita, così, se crepo, mi devono pagare!"

 

Scena 2

 

Sequenza veloce di scene diverse accompagnate da musica

 

1. Rita e Calogero litigano sul giornale con la foto degli arrestati " ARRESTO DI MAFIOSI A PARTANNA" . Calogero butta a terra il giornale , lo calpesta e se ne va.

Rita telefona da una cabina in spiaggia / all’altro capo del filo un carabiniere che prende nota e concorda qualcosa con lei

Rita mostra il giornale alla madre che glielo toglie dalla mani e lo strappa. Rita corre in camera, sbatte la porta e si butta sul letto

Rita telefona da una cabina del paese : questa volta è più agitata: risponde un altro carabiniere che prende nota; Rita si scoccia, ripete, l’altro ri - concorda qualcosa con lei…

Rita passeggia in riva al mare …(dopo la sequenza veloce quella sul mare deve essere girata a passo normale: rumore del mare e voce-off di Rita che parla mentre le immagini ce la mostrano che passeggia sulla spiaggia, si ferma, mani dietro la schiena, I° piano, onde del mare, uscita dal campo di Rita che accompagna la fine delle parole…)

" Chissà perché l’amore non basta mai, chissà perché il mare a volte è così azzurro e tranquillo e altre volte, invece, gonfia le sue acque e le fa urlare come fosse rabbia e dolore…desiderare è sempre così facile…ma ottenere anche solo un po’ d’amore, è come risalire un pozzo solo con la forza delle tue mani, mentre tutto il resto di te resta là sotto, risucchiato dal fondo…"

Scena 3 – Esterno. Giorno. Rita sul pullman

Molte persone, ragazzi con lo zainetto. Rita seduta in fondo guarda fuori il paesaggio ( montaggio alternato dentro / fuori) e sente la sua voce interiore " Me la ricorderò finchè campo, questa giornata…papà, mi stai guardando? E tu Nicola?sei fiero di me ? ma che faccio ? mi metto a parlare coi morti adesso ?(scuote la testa come per liberarsi dai fantasmi) : il dialogo con i morti, la tragedia greca: avevi ragione, professorè! Antigone ha avuto fegato, eccome! Ed era sola! Farò come lei: mi farò coraggio da sola! Quanto ci vuole per rivoluzionare la mia vita? Paura non ne ho, nemmeno un po’ ( si aggrappa ai sedili, sospira, si agita, nervosa ) PENTITA. Mi chiameranno pentita , come hanno già fatto con Piera : Pentita e buttana ( si porta una mano allo stomaco) se deve accadere che accada subito… (mentre Rita pensa, si possono inserire scene che sottolineano le sue parole)

 

Scena 4 – Interno. Giorno. Corridoi del tribunale

 

Scena la rallentatore e suono di passi che rimbombano mentre si leggono le varie scritte sulle porte, fino a quella dove è scritto " PROCURATORE DELLA REPUBBLICA" Paolo Borsellino

La scena diventa normale, cessa il rumore dei passi, Rita si siede di fronte al giudice mentre viene scritta la data ( col suono della macchina da scrivere) : 5 Novembre 1991 " Mi chiamo Rita Atria e finalmente vi siete decisi ad ascoltarmi…" (la voce sfuma)

sequenza di montaggio parallelo : Rita parla in questura / ragazzi vengono sorpresi in casa ed arrestati, ragazze che piangono, nomi di arrestati sul giornale ( anche in sovrimpressione sul volto di Piera)

—Culicchia ( Il sindaco) prelevato dai carabinieri ed accompagnato in questura

 

Scena 5– Esterno. Giorno

Due ragazzi salgono in macchina , partono e dopo un po’ si capisce lo scopo del viaggio : passano davanti alla casa di Rita, la vedono stendere qualcosa, si girano a controllare.

Rita entra in casa chiude la porta, è agitata, guarda fuori dalle persiane socchiuse e vede ripassare i due ragazzi che guardano la casa :" Partanna è un campo minato per me, devo cercare aiuto"

 

Scena 6– Interno. Notte Visita notturna

 

Penombra nella casa. MDP fissa che inquadra il corridoio e le due porte chiuse da cui filtra la luce. La MDP deve restare ferma un po’ più del solito per creare la suspance…

Improvvisamente si sentono forti colpi di mano che bussano alla porta , ripetuti, tra pause di silenzio

Si alza la madre " chi è ? "

Andrea "Sono Andrea,"

Nel frattempo Rita si è alzata è a piedi nudi nell’atrio. A segni dice alla madre di non aprire

La madre " Non ti conosco, vattene ! "

Andrea " Come non mi conosce ? non si ricorda che andavo in campagna con suo marito, Don Vito, buonanima ? "

La madre : Ma è 5 anni che non ti vedo, e ti presenti ora ? "

Andrea " Io ci voleva solo fare una visita, Signora Atria!"

La madre : ma che, è ora di fare visite, questa? Vattene che è tardi, hai capito ? "

Pause di silenzio. Sguardi incrociati tra Rita e la Madre

Si sentono passi allontanarsi e una macchina che si avvia.

Le due donne si guardano … e si abbracciano ( Carmen Consoli- " Ultimo bacio " )

Scena 7– Interno.Notte Partenza improvvisa

Andrea se n’è appena andato. Rita nella sua stanza cammina nervosamente e parla da sola :

Andrea è venuto per uccidermi: so benissimo per chi lavora, porta sempre con sé una pistola e non ci pensa due volte a puntartela al cervello e sparare… mia madre, avrà capito ? l’ho tranquillizzata, ma domani ? ho paura che domani mi uccideranno. Non posso lasciarla nei guai… domani avvertirò il brigadiere, devo fare in modo che mia madre sia al sicuro ! CON LA PAURA LA MAFIA NON SI VINCE

( quest’ultima frase deve essere detta quando la scena è già quella successiva: si vede di nuovo il corridoio della casa )

Scena 8– Interno.Giorno

Squilla il telefono ( data battuta a macchina : 21 Novembre 1991) La madre va a rispondere. Si sente una voce: " sono il brigadiere Blenda, sua figlia è in pericolo, ma è sotto protezione, faccia quello che le dico ...

( voce che sfuma sulla faccia terrorizzata della madre)

Scena 9 – Interno.Giorno

La madre di Rita va in camera sua, raccoglie velocemente indumenti dai cassetti e dall’armadio, li caccia disordinatamente dentro una borsa e la consegna al carabiniere in attesa

Scena 10 – Interno.Giorno

 

Decollo di un aereo

 

Scena 11– Roma- Interno. Sera

Dentro l’auto dei carabinieri , insieme a Piera che è venuta a prenderla, Rita sbircia la grande metropoli illuminata e si sente felice. Piera la rassicura " Come sono contenta che sei qua con me, al sicuro ! Roma è bellissima, e anche la casa !Con tutti i comfort : tv, telefono, videoregistratore…e poi, lavoro per una fabbrica e mi sto prendendo il diploma di maestra, l’ho sempre desiderato, ma non ho mai potuto studiare, oh, Rita, vedrai che anche tu sarai felice qui, finalmente !

Rita " questa città è così grande …chissà se basterà per sfuggire alla vendetta ! mia madre …l’ho incontrata per un attimo, non so cosa le hanno detto, ma credo che abbia capito , mi ha guardato con odio e me l’ha giurato : se è vero che ho parlato con i giudici mi posso scordare d’essere figlia sua.

Piera "La legge della famiglia non perdona ."

 

Rita" Non mi perdonerà mai, mi ha detto, ho cercato di farle capire, ma non c’è verso… è inutile … Piera, ci troveranno qui ? e i vicini ? sanno chi sei ?

Piera " no, no, nessuno sa il mio vero nome: casa, telefono,…tutto è registrato con un altro nome, stai tranquilla… e poi abbiamo sempre i nostri angeli custodi ( sorride accennando al brigadiere che accenna un sorriso anche lui ) certo, mi dispiace mentire a tutti, ma sai qual è il bello ? ho lasciato una zona e allora ho spiegato la verità a quelli che ho conosciuto e loro mi hanno detto " brava, sei coraggiosa, ti vogliamo più bene di prima, torna a trovarci, qui per te c’è sempre posto… gli unici che mi hanno voltato le spalle sono i nostri compaesani… che vergogna!

 

Scena 12– Esterno. Giorno a Roma

Immagini in successione di shopping con Piera: grandi magazzini, provano occhiali da sole, ridono, si fanno delle foto alla stazione con le macchinette automatiche insieme alla bambina, Piera la tira dentro un negozio di parrucchiere, le regala dei vestiti nuovi. Insieme, curate ed eleganti, si specchiano nelle vetrine… e ridono

Scena 13– Interno. Giorno a Roma – in libreria

Rita osserva con calma i libri che le interessano, quando si accorge che qualcuno, fermo, la sta osservando.

Infastidita, cambia scaffale e lui la segue. Allora Rita paga ed esce. L’uomo la segue, lei affretta il passo , attraversa la strada e si perde verso i palazzi.

 

Scena 14– Esterno. Giorno a Roma – giardini

 

Rita arriva affannata, ma soddisfatta, ad una panchina, si calma un po’ , indossa le cuffie e si mette a leggere il libro che ha comprato…improvvisamente due scarpe si materializzano sotto i suoi occhi.

Rita sobbalza , si strappa le cuffie dalle orecchie " Chi sei, che cosa vuoi ?

Gabriele (ride come un pazzo ) " ma che fai ? ti spaventi ? niente, volevo solo conoscerti, perché fai così ?

Rita " Ma guarda che razza di scimunito ! vuoi dire che mi seguivi solo per abbordarmi ? ma c’era bisogno di farmi prendere questo spavento ? ( d’impulso, gli dà un bacio sulla fronte e poi crolla sulla panchina ) ma guarda che tipo ! e che ci fai qui, a Roma ?

Gabriele "Si sente eh, che sono meridionale ? ma anche tu ! io sto nella marina militare, me la passo di merda mi chiamo Gabriele, e tu ?

Rita ( esita un istante )… " mi chiamo Margot !...ma , visto che sei tu, mi puoi chiamare Rita

Gabriele (ride) "sei una sagoma ! vabbè, Rita,o Margot , ci andiamo a prendere un gelato ?

Scena 15– Scene in successione con Gabriele

Giostre. Bar. Zucchero filato. Gesti di tenerezza, si guardano il tramonto, passeggiano al mare……

 

A passo normale :

Piera " Che faccio ? Rita insiste che vuole farlo salire e io…ma guarda che mi tocca fare! Manco fossi un genitore dell’800 !

Brigadiere " ci siamo informati : il ragazzo è a posto, è fuori dai giri mafiosi. Può frequentarlo.

Scena 16–Interno. Giorno a Roma – Compleanno della bambina

Piera e Rita fanno i preparativi per il compleanno della bambina.

Rita " non mi sembra vero, un momento di pace così… una casa, qualcosa da festeggiare…

Piera " Finalmente ! ma ce lo siamo meritato, Rituzza mia ! ( l’abbraccia) ma chi ce l’ha dato un coraggio così ?

Rita " eh, chi ce l’ha dato… certo, se non ci fosse stato zio Paolo, il mio giudice…lo sai ? ogni volta che mi prende la disperazione, ogni volta che penso a mia madre e mi sale la rabbia, quando mi sento la mafia col fiato sul collo e mi acchiappa l’angoscia…lui sai che fa ? mi prende la faccia tra le mani e " beddra mia, calmati,non fare così, non ti preoccupare, un giorno tua madre capirà…nel frattempo non sei sola. Tu hai me!" … Se non ci fosse lui…

Piera " Che sguardo sereno,ogni volta che parlo con lui, si vede che ha la coscienza a posto !"

Rita " E’ vero, a volte mi viene voglia di restare sempre lì, con lui, in quella stanza al sicuro, a guardare il suo volto sereno…penso che così dovrebbe essere un padre.

Piera " E lo sai che si è ricordato lui del compleanno di Vita Maria ? e, a proposito, te l’ha detto quando arriva ?

CAMPANELLO : TUTTE E DUE : E’ zio Paolo ! dài, svelta, andiamo di là

A tavola, Borsellino distribuisce i regali, bacia la piccola Vita Maria " e come sta la nostra giudicessa ? ti ricordi, Piera, di quella volta a Marsala, durante l’interrogatorio di…

 

Piera " Sì, che risate ! ( rivolta a Rita ) pensa che Vita Maria si voleva assittare al posto di zio Paolo e lui si alzò, la fece accomodare e ci disse " ecco la signorina giudicessa!" e poi Vita Maria ne approfittò, e cominciò a toccare i timbri, i foglietti adesivi, li appiccicava dappertutto… e zio Paolo… nenti!"

Borsellino " e certu, a’ picciriddra si stava divertendo ! ( poi, rivolto a Rita che , nel frattempo ha slegato il suo regalo, ha indossato il ciondolo e si è legata il nastro rosa nei capelli ) " Come stai bene così, Ritù, con stò nastrino assomigli ancora di più a mia figlia Lucia, sai che mi succede ? certe volte, quando parlo con lei, ho la sensazione di parlare con te, mi pare che grazie a te riesco a capirla meglio…

Rita ( con scherzosa solennità) "Allora, zio Paolo, visto che così sembro tua figlia, per farti contento, GIURO, che questo nastro non me lo levo più!"

 

 

Scena 17–Interno. Giorno a Roma – casa di Piera - rottura con la madre per telefono

Rita " Non ce la faccio, non ce la faccio… ma come ? oggi è l’ultimo giorno dell’anno e io non devo sentire mia madre ? No, no, voglio almeno sentire la sua voce ( compone il numero mentre Piera scuote la testa )" Pronto, sei tu, mamma, sono Rita, tua figlia…

La madre " Figlia, dicisti? Quale figlia ? ne avevo una, ma ora è pazza e va gettando disonore sulla sua famiglia, sul paese, su sua madre…

Rita " Non sono pazza, mamma, ho raccontato cose che fin da bambina ho sempre sentito, su quelli che tu chiami persone di rispetto,quelli che ti hanno ucciso figlio e marito, te lo sei scordato ? io no! E ho voluto mandarli in catene, mamma, l’ho fatto anche per te, per il paese, e per tutti quelli che la mafia ucciderà ancora !

La madre " Ma quale mafia! Ma chi ti mette in testa queste cose! Stai attenta , tutto il paese è contro di te, e chi sei tu, che vuoi alzare la testa? Certe leggi non le devi giudicare! Non ci pensi a me, a tua madre, che è rimasta sola ?

Rita " Sola sono io, mamma ! rifiutata da un paese che è vergogna, spazzatura, e adesso anche da te, mamma, ho paura ! aiutami, stammi vicino !

La madre " Pazza, tu sei pazza! vuoi aiuto? Vai dal giudice, rinnega tutto, dì che hai sbagliato, torna a casa , dimentica, e torna FIGLIA MIA ! … Di che t’illudi ? chi è potente non ci va in galera e tu rischi invece di andare sottoterra, come i tuoi morti ! e sai che ti dico ? manco ci vengo al tuo funerale, perché non ti conosco, maledetta !"

 

 

TERZA PARTE (BUIO)

Scena 1 – morte di Borsellino (19 luglio 1992)

 

Montaggio parallelo : Rita si prepara per uscire,davanti allo specchio, sta per mettere la collana e il ciondolo(regalo del giudice ) si sfila (rallenty) e cade …

sull’ultimo fotogramma, prima che il ciondolo tocchi terra , inserire l’esplosione dell’auto e una musica stridula

 

Scena 2 Interno- giorno- A casa

Piera a letto e Rita la accudisce. Rita va in cucina, riempie un bicchiere e va verso la camera da letto. Ripete nevroticamente : " Ora siamo fritti, non c’è nessuno che ci protegge…che destino atroce: ogni volta che mi affeziono a qualcuno, la mafia me lo ammazza! Ora siamo fritti, ora non c’è nessuno che ci protegge" ( nel frattempo è arrivate vicino al letto di Rita che sta distesa, con una pezza sulla fronte…" Su, Piera, fatti coraggio, non mi lasciare sola anche tu ( suono del campanello che le fa trasalire )

Brigadiere " Sono venuto per ordine del tribunale… purtroppo, dopo il terribile attentato,molti collaboratori che si fidavano solo di Borsellino,stanno facendo marcia indietro…hanno paura…perciò…i giudici pensano che …sia giusto che anche se voi…( si siede e sospira ) insomma : se vi volete ritirare anche voi …

Piera (si alza dal letto) " No, no, no, glielo puoi dire al giudice, un tradimento così, a zio Paolo non lo faremo mai ! se prima avevamo un motivo per lottare, ora ne abbiamo cento !

 

Scena 3 Esterno - notte - Sulla terrazza della casa

Rita e Piera sono distese sulla terrazza della casa e guardano il cielo…

Piera " Non riesco più a sognare: nei miei occhi vedo solo buio e oscurità, vorrei tanto avere Nicola accanto a me, ma l’unica cosa che riesco a fare è piangere"

Rita " Anche a me manca Nicola, e …e anche Gabriele…proprio ora doveva andare così lontano?

avrei tanto bisogno di lui e le sue lettere non mi bastano, mi pare di avere in mano solo briciole di tutta la mia vita, sento intorno un vuoto grande, sempre più grande…e credo proprio che almeno in questo mia madre aveva ragione : Culicchia in galera non ci andrà mai : io sono solo una ragazzina di 17 anni e lui , invece, assassino e truffatore,fa il bravo onorevole, e come al solito, vince chi è più bravo a truffare la vita …

Piera " No, No, che brutte parole che dici ! io ci voglio credere, per me, per la Sicilia, ma soprattutto per Vita Maria : voglio che abbia una vita diversa dalla famiglia Atria e anche tu ,Rita, devi farti coraggio :hai Gabriele vicino a te, si vede che ti vuole un bene da matti, qui a Roma, vedrai, tutto si sistema … l’unica speranza è non arrendersi mai.

 

Rita " Volesse il cielo ! hai visto com’è bello stanotte? Ci sono milioni di stelle, ognuna è più affascinante dell’altra, in ognuna c’è un piccolo segreto, come noi, ognuna ha un viaggio da compiere, anche la più piccola, quella che sta viaggiando per me… Lì ci sono papà e Nicola, i miei due grandi amori, e un giorno anch’io potrò abbracciare le mie stelle… hai ragione tu,un mondo onesto forse non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare ? Forse, se ognuno di noi prova a cambiare, forse,ce la faremo.

Scena 4 Interno/Esterno – giorno – dentro/ fuori casa

Una donna, inquadrata in modo da non poterla precisamente identificare, si muove per casa, indossa un pigiama rosa, va in cucina, riempie un bicchiere d’acqua sembra tutti normale … stacco - mani che compongono un numero di telefono da una cabina, aspettano, riattaccano- stacco ma ad un certo punto squilla il telefono, lei ci passa vicino, ma non risponde…cammina su e giù per la stanza… stacco - piedi che corrono, arrivano sotto il portone, mani che infilano la chiave nel portone- stacco - mano che prende un pennarello e scrive sul muro " ti amo. Non abbandonarmi. Senza di te il mio cuore non vive". Poi prende una sedia, l’accosta alla ringhiera stacco – piedi che corrono per le scale, arrivano davanti alla porta di casa- stacco – piedi che salgono sulla sedia e sulla ringhiera…

Ultima sequenza: la ragazza che sta per buttarsi è Rita: esita un attimo, ma improvvisamente due mani sbucano dal nulla : - è Gero, il suo primo fidanzato che la spinge di sotto!

- è sua madre che la spinge di sotto!

- sono i bulli del paese che la spingono di sotto !

- sono i galantuomini che la spingono di sotto !

( la scena della spinta deve essere ripetuta in modo identico, cambiando solo le persone che spingono Rita )

 

Scena 5 Esterno – giorno

 

Dal basso, si inquadra il volto di Piera, affannata, che è arrivata su, ma troppo tardi e poi, dall’alto

( soggettiva) un corpo vestito di un pigiama rosa disteso sull’asfalto; brusco avvicinamento della MDP al corpo e graduale ritorno indietro con apertura di campo mentre sullo schermo si va scrivendo

 

" Cittadini della mia terra

patria,

guardatemi muovere all’ultimo

cammino

guardatemi rivolgere l’ultimo

saluto al sole,l’ultima luce che

io vedrò

 

Ade, il dio del grande sonno, viva

Mi conduce alla riva d’Acheronte

E non più nozze per me

Non canti nuziali,

ma alla morte andrò sposa.

( "Antigone " di Sofocle )

 

Sullo stendipanni di un balcone è rimasto impigliato il nastro rosa che Rita portava tra i capelli; il vento lo fa lievemente ondeggiare… (dettaglio)

 

Scena 6 Esterno – giorno –

Giovani ragazze e ragazzi arredano la sala e preparano un grande cartello con su scritto " Associazione Rita Atria "

Ognuno di loro porta un nastro rosa ai capelli, al polso, nei ganci della borsa, alla caviglia…(serie di dettagli )

Frase fuori campo - musica ( o immagine in sovrimpressione) di Rita

"un mondo onesto forse non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare ? Forse, se ognuno di noi prova a cambiare, forse,ce la faremo. "

 

FINE