PIANO NAZIONALE PER LA PROMOZIONE DELLA DIDATTICA DEL LINGUAGGIO CINEMATOGRAFICO ED AUDIOVISIVO NELLA SCUOLA

I.C. “G. UNGARETTI” CATANIA

RELAZIONE DI PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA E DEI VIDEO

L’Istituto comprensivo  “G. Ungaretti”, istituito in applicazione della Legge Regionale n°6 del 24 febbraio 2000 nell’anno scolastico 1999-2000, comprende un plesso succursale ospitante le classi di Scuola materna ed elementare ed un plesso centrale, ospitante le classi di Scuola media sin dal 1974.

Il plesso centrale ha un bacino d’utenza assai ampio, comprendente i quartieri periferici di San Leone, Librino, Fortino e soprattutto San Giorgio: gli alunni provenienti dai quartieri più lontani possono raggiungere la Scuola con il servizio di Scuolabus fornito dal Comune. Il territorio in cui opera la scuola comprende quartieri sorti senza una pianificazione urbanistica (fatta eccezione per Librino), che hanno visto negli ultimi anni una ulteriore espansione, che li ha dotati dei servizi essenziali, mentre ha lasciato ancora insufficienti le infrastrutture che favoriscono e promuovono la crescita sana di una comunità. I ragazzi, quindi, trascorrono la maggior parte del tempo libero giocando negli spazi incolti e accidentati, che circondano le loro abitazioni, a rischio della loro incolumità, spesso senza alcun controllo da parte dei genitori.

Emerge, quindi, una frequente e diffusa manifestazione di disagio e di svantaggio che, in una prospettiva formativa poco controllata, rischia di evolvere verso più pericolose forme di devianza e di emarginazione. Da ciò è evidente la necessità di attivare azioni didattico-educative motivanti, caratterizzate dall’operatività e dal coinvolgimento emotivo del quotidiano dei singoli alunni e delle loro famiglie creando, contemporaneamente, una loro sistematica integrazione dentro la programmazione curriculare tradizionale.

‘E per questo che la Scuola media, già da anni, ha una struttura oraria a tempo prolungato con una sezione sperimentale, ed è corredata di svariati laboratori che consentono agli alunni di poter svolgere attività pratiche, sia nelle ore curriculari che in quelle extracurriculari.

A questi laboratori, negli ultimi tre anni, vista la prima esperienza di produzione di un video fatta nel 1995 con mezzi rudimentali ma con risultati lusinghieri (il primo posto ottenuto dal video in un concorso sulle dipendenze indetto dalla USL 3 del Comune di Catania), si è aggiunto un laboratorio di Educazione al Linguaggio Cinematografico ed Audiovisivo, con attrezzature minime (videocamera digitale, videoregistratori, videoproiettore, televisore e un computer con un programma di montaggio molto semplice) ma che consentono il raggiungimento degli obiettivi di base: fornire agli alunni i mezzi per comprendere il linguaggio audiovisivo e renderli capaci di produrre messaggi utilizzando il linguaggio stesso.

Nella Scuola inoltre, inserita nel Piano Nazionale per la Promozione della Didattica del Linguaggio Cinematografico ed Audiovisivo con la formazione di due insegnanti (prof.sse Angela Foresta e Fortunata Ucchino), già dall’anno scolastico precedente l’Educazione al linguaggio filmico è stata inserita come nuovo curricolo.  Nel corrente anno scolastico il curricolo di educazione al linguaggio cinematografico ed audiovisivo si attua  nelle classi I e II E sperimentale per due ore settimanali,  nelle classi I e II A, I e II B, I D  durante alcune ore di compresenza come attività integrativa. Può succedere che anche altre classi,oltre quelle suddette, se coinvolte in qualche progetto o concorso, usufruiscano di lezioni sul linguaggio filmico e producano materiale video. Inoltre nell’ultimo periodo del corrente anno scolastico si è voluto sperimentare un breve percorso didattico con i bambini della scuola dell’infanzia. 

Nelle classi in cui la disciplina è stata inserita come curricolo, il percorso didattico, alternando lezioni frontali a momenti operativi, ha voluto fornire agli alunni i mezzi per comprendere il linguaggio audiovisivo, e renderli capaci di produrre messaggi utilizzando il linguaggio stesso, attraverso tre momenti fondamentali:

1)  lettura filmica ( attività di cineforum)

2)  conoscenza ed uso della grammatica filmica, degli strumenti e delle tecniche di ripresa

3)  produzione di materiale audiovisivo.

La programmazione del curricolo è stata concepita a spirale e prevede un ritorno ciclico su concetti e contenuti disciplinari nell’arco dei tre anni; il momento di  verifica e valutazione, poiché la disciplina si basa su un linguaggio di tipo sincretico,  utilizza indicatori e descrittori relativi ai vari campi di esperienza, nonchè la  produzione di materiale cartaceo , fotografico,  audiovisivo .

I risultati raggiunti sono notevoli, i ragazzi, infatti, si mostrano subito interessati ed entusiasti di essere parte attiva e creativa  di un prodotto che abitualmente subiscono; i temi trattati diventano più accattivanti perché affrontati utilizzando un mezzo ed un linguaggio nuovi.

L’esperienza nuova (non ultima quella realizzata con le classi della scuola d’infanzia) e i risultati positivi ottenuti, hanno portato ad un coinvolgimento sempre maggiore, non solo degli alunni, ma anche di buona parte degli altri insegnanti di tutto l’istituto comprensivo. Da qui l’esigenza di formalizzare questa nuova disciplina attraverso la costruzione di un curricolo unico, che gradatamente parta dalla scuola d’infanzia per arrivare alla conclusione della scuola media.

 

                         VIDEO PRODOTTI

 

1) TELEIPNOSI

Primo  video prodotto nella scuola ( a.s. 1995/96) in occasione di un concorso su “Dipendenze e mass-media”, è nato partendo da una fase di osservazione guidata  dei programmi televisivi maggiormente seguiti dagli alunni a cui è seguita una riflessione critica sul prodotto televisivo. Gli alunni, che già negli anni precedenti avevano sperimentato attività di mimo e animazione teatrale, sono stati stimolati ad inventare liberamente ed ironicamente situazioni mimiche che esprimessero il loro rapporto con la televisione, partendo dal guscio vuoto di un televisore.  Quindi, l’accostamento di immagini televisive e di situazioni di gioco o di relazione fra i ragazzi, guidato anche dalla colonna sonora scelta, è risultato particolarmente efficace per esprimere il contrasto tra finzione televisiva e realtà.

L’esperienza è servita agli alunni per comprendere come la televisione possa essere utilizzata come mezzo espressivo e non solo come prodotto preconfezionato da subire passivamente.

2) SICILIA  

sicilia02.jpg (44809 byte) olive.jpg (34311 byte) spanorma.jpg (35711 byte) cassata.jpg (25725 byte)

Nell’anno scolastico 1999-2000, grazie ad un finanziamento del Comune di Catania, la scuola ha potuto attrezzare un laboratorio per la produzione  di audiovisivi. ‘E quindi nato un laboratorio extra-curriculare di Educazione al Linguaggio Filmico ed Audiovisivo, svolto nelle ore pomeridiane e inserito nelle attività  della legge 216.

Sicilia è stato il primo video prodotto in questo laboratorio; collegato al percorso di educazione alimentare svolto quell’anno nella scuola , illustra i piatti tipici della nostra  città, ma anche luoghi e monumenti.

I risultati sono stati lusinghieri infatti, oltre ad essere presentato alla settimana della salute organizzata dalla ASL locale, è stato selezionato e presentato alla Rassegna Scuola del Torino Film Festival del novembre 2000.

3) COLAZIONE A SCUOLA

         Prodotto anch’esso nell’anno 1999-2000 all’interno del laboratorio pomeridiano,     

         è un servizio documentativo sullo svolgimento di una parte del progetto salute a

         scuola , presentato alla Settimana della Salute organizzata dalla ASL cittadina.

4) Il PROF-X

Nella nostra scuola è normale avere classi molto vivaci, ma certo non al livello di provocare la morte del professore.

Prendendo spunto dalla sequenza tratta da “Kaos” dei f.lli Taviani (La Giara), dove Zi Dima, chiamato per aggiustare la giara, si presenta con il mastice miracoloso, abbiamo voluto creare la stessa situazione trasferendola nella vita della scuola.

     Per dare maggiore risalto al paradosso clawnesco, abbiamo voluto eliminare il 

     sonoro dei dialoghi facendo un salto indietro al cinema muto e dando ampio spa- 

     zio all’espressività e alla colonna sonora. Prodotto nell’a. s. 2000-2001 dagli

     alunni delle classi II e III E nelle ore di compresenza.

5) LE MAMME SONO PEGGIO DEI FIGLI  

clicca clicca  

 

Nell’anno scolastico 2000-2001 alla nostra scuola è stato finanziato dalla Comunità Europea un progetto all’interno del Piano Operativo Nazionale che prevedeva tre moduli rivolti agli alunni più a rischio (uno ambientale, uno relazionale e uno musico-espressivo) e un quarto modulo rivolto ai genitori degli stessi alunni. Quest’ultimo, nell’arco di 60 ore, comprendeva tre diversi percorsi: 8 incontri con uno psicologo per affrontare le problematiche relazionali all’interno della famiglia, incontri e dibattiti con rappresentanti della municipalità per una migliore conoscenza del territorio ed una maggiore consapevolezza delle risorse sociali, un percorso formativo di educazione al Linguaggio Audio-visuale atto ad indirizzare i genitori stessi ad un uso attivo e critico dei mezzi audiovisivi e necessario per la produzione di un video-documentario sul territorio e sull’esperienza in generale.

All’insegnante Tutor (la scrivente) sono stati affiancati, per la metà del monte ore,  due esperti: lo psicologo e un esperto di montaggio e post-produzione audio-video, che nella fase di montaggio ha messo a disposizione il suo studio e le sue attrezzature.

Non essendoci all’inizio una sufficiente motivazione da parte delle 20 mamme, la maggior parte delle quali si era iscritta solo per motivare i figli, è stato necessario sviluppare una serie di azioni che favorissero il nascere e l’accrescersi dell’interesse e, allo stesso tempo, un apprendimento rapido ed efficace delle tecniche e dei concetti minimi in grado di renderli consapevoli e responsabili del percorso. Non sempre è stato facile fare didattica e, quindi, si è  preferito superare queste problematiche seguendo le dinamiche emotive del gruppo, favorendo maggiormente i momenti di coinvolgimento.

La scansione delle unità didattiche è stata la seguente:

a) presentazione dei temi del linguaggio audiovisivo con una discussione sui modi della loro fruizione abituale di film e televisione, e con la proiezione dei video prodotti con gli alunni;

b) lezioni teoriche sul concetto di inquadratura, sequenza e scena con visione di spezzoni esemplificativi;

c) discussione su come i partecipanti immaginavano un documentario sui quartieri di residenza, la cui realizzazione costituiva l’obiettivo del modulo, e lezione su soggetto e sceneggiatura;

d) proiezione e commento del film-documentario Buena Vista Social Club    di Wim Wenders;

e) dibattito su soggetto e scrittura della sceneggiatura con la partecipazione di tutti e basata sui personaggi reali più predisposti alla recitazione;

f) ripresa di alcune sedute con lo psicologo come esercizio all’uso della videocamera,riprese a camera fissa e in primo piano a ciascuno di loro per raccontare le proprie motivazioni e le proprie sensazioni nel corso dell’esperienza;

g) scelta delle location con dibattiti e interviste sui quartieri di residenza, effettuando anche delle riprese di cui poter poi  utilizzare l’audio;

h) visite e riprese all’interno dei moduli dei ragazzi, visite e riprese nei quartieri sulla base delle azioni precedenti;

i) al termine della scrittura della sceneggiatura (che comprendeva solo il testo recitato) il gruppo ha effettuato qualche prova e poi le riprese. Visionate e rifatte se non andavano bene;

l) ascolto e scelta di musiche per la colonna sonora, scrittura di pensieri sui bambini che apparivano nelle riprese(da cui sono state scelte due frasi di commento utilizzate nel video),e scelta del titolo;

m) all’interno della sala di montaggio preparazione della scaletta e montaggio,con la supervisione dell’esperto.

Il risultato è un assemblaggio di situazioni diverse (le sedute con lo psicologo, le uscite nei quartieri, le interviste, immagini dei quartieri, situazioni del lavoro laboratoriale anche nei momenti di difficoltà), mentre la colonna sonora alterna il parlato a musiche varie a conclusione delle quali è dominante una celebre canzone di Carole King sul tema della solidarietà e dell’amicizia, visto che proprio questo a mio parere è stato il risultato più saliente di questa esperienza: la formazione di un gruppo unito e solidale.

6) ACCENDI UNA SPERANZA

    Cortometraggio sul tema della donazione degli organi, classificato primo           

      ex aequo al premio regionale Nicholas Green e presentato alla rassegna

     “Incontri” del C.I.P.I. di Catania. In occasione del concorso regionale, è stata       offerta, alla classe che avrebbe creato il soggetto migliore, l’occasione di interpretare il video. Così la classe I G ha avuto dedicate circa 10 ore (curriculari e no) in cui, con la dovuta guida dell’insegnante referente, ha potuto scrivere la sceneggiatura ed interpretarla in modo molto convincente. Le riprese sono state fatte a scuola e in un ospedale cittadino.

7) PROBLEMI DI GRUPPO

Un soggetto nato proprio dalle difficoltà di lavorare insieme da parte di un gruppo disomogeneo, frutto di una compresenza verticale; così le riprese fatte per studiare la scala dei piani sono state arricchite di altre riprese mirate e il prodotto finale dà il giusto valore al lavoro di gruppo e alla cooperazione.                                                                                                                                                                                                         

8)   STORIE…

  Tra i vari progetti svolti nella nostra scuola negli ultimi anni, viene data molta importanza al progetto di Educazione alla Salute portato avanti in tutte le classi sotto diversi aspetti.

Nella classe III C, in particolar modo, affrontando un percorso di educazione alla sessualità , si è parlato di malattie trasmettibili sessualmente e quindi di A.I.D.S. ; è stato naturale pensare alla creazione di uno spot che, usando un linguaggio più congeniale ai ragazzi, facesse capire loro che l’A.I.D.S. non è una malattia lontana da noi e solo per categorie a rischio, ma è qualcosa che purtroppo chiunque di noi può incontrare.

Così  si è approfondito l’argomento, anche con la proiezione del film Philadelfia , si sono fatti dei dibattiti e si è giunti al soggetto, interpretato poi dagli stessi ragazzi.

                                La Referente di Educazione al Linguaggio Filmico

Prof.ssa Angela Foresta     

 

SU