PERCORSO FORMATIVO
A cura di Laura Anzalone
L’iniziativa si è strutturata come attività di formazione in servizio
per ventisei docenti delle scuole elementari e materne di Sciacca, su un
progetto iniziale elaborato dalla insegnante Alida
Cipolla che ne ha coordinato l’organizzazione, con la collaborazione delle
colleghe Pierina Di Martino, Giulia
Friscia, Giuseppina La Marca e Rosaria Nocca,.
La consulenza tecnico scientifica è stata curata dalla prof.ssa Laura Anzalone dell’IRRSAE Sicilia.
L’itinerario si è svolto attraverso sei incontri presso la scuola elementare Sant’Agostino di Sciacca (Ag) dal mese di gennaio al mese di giugno 2001.
Successivamente è stata perfezionata la raccolta dei materiali e dei prodotti, ed è stato costituito un dossier di documentazione.
La scelta di strutturare l’attività come laboratorio di Ricerca-Azione, suggerita dalla consulente, ha consentito di legare strettamente il momento conoscitivo a quello operativo, lasciando che l’esigenza del “sapere” nascesse via via nei partecipanti dall’esigenza di agire. Tutti i partecipanti hanno dunque svolto un ruolo attivo, da ricercatori, divenendo protagonisti del percorso di crescita e di sviluppo e agenti di cambiamento.
Il confronto delle esperienze nel gruppo, per ricercare soluzioni a situazioni problematiche ha vivacizzato il laboratorio come intreccio di teoria, discussione, pratica sul campo e riflessione sulla pratica.
La ricerca delle priorità da analizzare nel proprio contesto d’azione si inserisce nella tensione al miglioramento delineatasi nel nuovo sistema delle autonomie.
¨ La profonda innovazione nel sistema ordinario di gestione dell’attività scolastica, con l’obbligo di adottare procedure e strumenti di verifica/valutazione della produttività scolastica e del raggiungimento degli obiettivi sostituisce alla logica valutativa, basata sul rispetto della norma, la logica del raggiungimento dei risultati. Dal diritto allo studio si passa al diritto all’apprendimento.
¨ Se la valutazione è una operazione di attribuzione di valore (G.Domenici), essa presuppone nel soggetto che emette il giudizio un sistema di discriminazione della qualità degli eventi e/o degli oggetti da valutare, capace di consentire una classificazione.
¨ Secondo l’analisi di Scheerens, nell’operazione valutativa si possono distinguere tre componenti logico-cronologiche:
1) L’attribuzione di valore 2) l’indagine sistematica 3) l’impiego delle informazioni per decidere.
¨ Tali componenti, che sono proprie di ogni tipo di valutazione, si ritrovano anche nella valutazione educativa e nell’autovalutazione della scuola.
¨ Autovalutazione della scuola è una forma di valutazione interna svolta dagli operatori scolastici che al tempo stesso forniscono i dati e utilizzano i risultati della valutazione.
¨ La qualità di un’organizzazione va guardata in ottica sistemica. E’ indispensabile che nella scuola tutti assumano un'ottica di sistema e condividano un modello di qualità.
¨ La qualità può essere osservata da differenti angolature: non è un oggetto semplice.
E’ dinamica, mutevole, plurale.
¨ Nell’impianto utilizzato dal monitoraggio nazionale dell’autonomia scolastica la qualità della scuola è stata analizzata, attraverso diversi strumenti, secondo quattro prospettive di analisi: qualità pensata, percepita, dichiarata e agita.
¨ La qualità di un’organizzazione può essere perseguita attraverso l’integrazione delle singole prestazioni coordinate verso il conseguimento dei fini comuni
¨ Ciò comporta una definizione esplicita di regole, compiti, ruoli dei soggetti coinvolti.
¨ Metafore diverse possono aiutare a capire tali concetti.
¨ Autoanalisi delle reazioni e percezioni individuali che accompagnano il percorso decisionale:
convergenze,
divergenze, collusioni e collisioni, condivisione e produttività del gruppo
modalità di assunzione della decisione.
ABSTRACT -
III° MODULO DI LAVORO - 23 MARZO
2001
¨
La condizione che rende possibile la valutazione di
un istituto, e il controllo delle innumerevoli variabili , è la scelta di un
modello di funzionamento.
Il
suo valore è soprattutto regolativo
La
sua legittimazione deriva dall’essere “intersoggettivo
¨
E’ necessario che il modello venga costruito con la
condivisione di tutti gli operatori scolastici perché sia legittimato il suo
uso per un’azione di cambiamento.
¨
Uno schema molto accreditato per la valutazione del
servizio scolastico è quello perfezionato da Jaap Scheerens ed utilizzato in
molte ricerche nazionali ed internazionali. Esso articola il servizio scolastico
in cinque categorie di analisi.
¨
Lo schema può costituire il contenitore che consente
di leggere i fattori di qualità del servizio condivisi dagli operatori di
ciascuna scuola.
¨
A partire da tale schema, i fattori individuati
vengono declinati in specifici indicatori e descrittori ossia in comportamenti e
dati di realtà osservabili.
¨
Gli indicatori sono un supporto funzionale
a chiarire i problemi e dunque ad agevolare la lettura della complessità.
Essi costituiscono sistemi di informazione utili
a darci una lettura della realtà che ci consenta di prendere decisioni.
¨
L’articolazione in descrittori ci consente di
costruire strumenti (questionari, interviste,
griglie, ecc.) attraverso cui svolgere l’indagine sistematica sulla situazione
scolastica.
ABSTRACT -
IV MODULO DI LAVORO – 23 APRILE 2001
¨ La recente pubblicazione del Decreto attuativo dell’art. 8 del Regolamento dell’autonomia scolastica, e la pubblicazione delle indicazioni ministeriali sulla quota nazionale dei curricoli di base sollecitano una assunzione di consapevolezza da parte di tutti i docenti sulle nuove responsabilità collegate all’autonomia scolastica.
¨ La costruzione della quota del curricolo di scuola richiede una costante riflessione di tutti gli operatori su processi ed esiti scolastici.
¨ Il nuovo sistema di valutazione viene delineato nell’articolo 8 e nell’articolo 10 del Regolamento dell’autonomia.
¨ Il cambiamento di prospettiva comporta anche la trasformazione dei soggetti istituzionali: M.P.I., C.E.D.E., B.D.P., I:R.R.S.A.E., cambiano nome e funzioni.
¨ Il nuovo Istituto Nazionale per la valutazione del Sistema dell’Istruzione, (ex C.E.D.E.) viene incaricato di….verificare il raggiungimento di obiettivi e standard.
¨ L’Istituto Nazionale per la Documentazione, l’Innovazione e la Ricerca Educativa, (ex BDP) e l’IRRE (EX IRRSAE) avviano il Monitoraggio dei Piani dell’offerta formativa e dell’autonomia scolastica.
¨ Tutta la Pubblica Amministrazione affianca alla vecchia logica valutativa del rispetto della norma, derivata dalla cultura giuridico amministrativa, una nuova logica che mira ad assicurare l’efficacia ed il miglioramento continuo.
¨ All’idea di valutazione come controllo si sostituisce quella di valutazione come molla allo sviluppo.
¨ In quest’ottica viene rivalutata la “cultura della valutazione”: si producono nuovi modelli di valutazione delle organizzazioni e dei soggetti.
¨ Uno di tali modelli, quello recentemente rivolto a valutare i dirigenti scolastici, può essere interessante come tentativo di individuazione dei processi che si svolgono nella scuola: esso ci presenta un’idea “ministeriale” dei fattori di qualità che devono caratterizzare una scuola.
ABSTRACT V MODULO DI LAVORO
- 18 MAGGIO 2001
¨ Analisi modello efficacia scolastica di Scheerens: attenzione ai processi a livello di classe
¨ Riflessione sulla categoria “processi a livello di classe” attraverso i risultati di una ricerca effettuata sullo stesso modello da docenti di altro contesto
¨ Terminologia “Criterio/fattore - indicatore – descrittore”: approfondimenti
¨ Il clima come dimensione soggettiva ed insieme delle percezioni che gli individui hanno della organizzazione in cui vivono ed operano
¨ Il rapporto clima/qualità. Il percorso: “clima –motivazione - mobilitazione delle energie psicofisiche e organizzazione del comportamento verso uno scopo – coinvolgimento – qualità dell’organizzazione”
¨ Accoglienza – come accettazione, stima, fiducia, valorizzazione di ciascuno
¨ Differenziazione dell’offerta secondo i diversi stili d’apprendimento degli alunni
¨ Cultura della valutazione
¨ La qualità della scuola deve essere pensata e costruita dai suoi operatori attraverso un’azione professionale intenzionale, sistematica e costante.
¨ Le richieste dell’utenza vanno lette, interpretate, filtrate e selezionate dai tecnici della scuola alla luce della competenza professionale maturata e dai vincoli posti dall’attuale quadro normativo.
¨ Ciascuna scuola è chiamata, attraverso il coinvolgimento di tutti i suoi operatori a costruire un Piano dell’Offerta Formativa rispondente ai bisogni del territorio, interpretati dai “professionisti” della scuola.
¨ Il POF è il progetto della scuola: deve essere unitario coerente e coeso, e non congerie di mille progetti.
¨ L’affidabilità di un’istituzione scolastica può essere desunta dalla coerenza con cui essa realizza efficacemente “il dichiarato” del POF
¨ E’ indispensabile che la cultura della valutazione entri a far parte dell’organizzazione scolastica, se la scuola vuole muoversi verso modelli di sviluppo.
¨ L’osservazione ed il monitoraggio di processi ed esiti devono essere continui, utilizzando tutte le strategie e gli strumenti disponibili (triangolazione – diagramma causa-effetto)
¨ L’autonomia consente di calibrare l’Offerta Formativa sulle vocazioni del territorio convogliando l’impegno di tutti per valorizzarne le potenzialità