a
cura di Stefano Marotta
LE
CONDIZIONI NORMATIVE
La normativa posta in essere in questi ultimi anni, oltre ad avviare
il mondo della scuola verso un nuovo scenario che ne riconosce la valenza
autonoma, ha fissato le condizioni per sviluppare e realizzare un Sistema
di Documentazione finalizzato alla valorizzazione e alla diffusione
di esperienze scolastiche nell’ambito della ricerca e dell’innovazione
didattico – pedagogica. L’evoluzione normativa ha caratterizzato
il nascere di tre livelli di interventi a supporto delle scuole autonome,
con particolare attenzione alla diffusione della “cultura della
documentazione” nella scuola. Il primo livello è affidato
dal legislatore all’Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione
e la Ricerca Educativa (I.N.D.I.R.E.) che è stato istituito con
il Decreto Legislativo 20 luglio 1999, n. 258, come trasformazione della
Biblioteca di documentazione pedagogica. L’art. 2 del D.Lgs. fissa
le azioni da sviluppare per la realizzazione della cultura e degli strumenti
per la documentazione e in particolare al comma 4 si legge: “l'Istituto,
in collegamento con gli istituti regionali di ricerca, sperimentazione
e aggiornamento educativi (IRRSAE): - cura lo sviluppo di un sistema
di documentazione finalizzato alle esperienze di ricerca e innovazione
didattica e pedagogica in ambito nazionale e internazionale oltre che
alla creazione di servizi e materiali a sostegno dell'attività didattica e del processo di autonomia;
- rileva i bisogni formativi con riferimento ai risultati della ricerca;
- sostiene le strategie di ricerca e formazione riferite allo sviluppo
dei sistemi tecnologici e documentari ed elabora e realizza coerenti
progetti nazionali di ricerca coordinandosi con le università e con gli organismi formativi nazionali e internazionali, curando la
diffusione dei relativi risultati;
- collabora con il Ministero della P.I. per la gestione dei programmi
e dei progetti della Unione Europea".
Al primo livello nazionale se ne accosta un secondo livello che vede
la partecipazione degli Istituti Regionali di Ricerca Educativa (I.R.R.E.),
gli ex-IRRSAE, il cui regolamento emanato con D.P.R. 06.03.2001, n.
190, all’art. 1 - Funzioni degli Istituti regionali di ricerca
educativa – prevede, tra l’altro, che le funzioni si esplichino
"in attività di ricerca nell'ambito didattico-pedagogico
e nell'ambito della formazione del personale della scuola, per lo svolgimento
delle quali gli I.R.R.E. si coordinano con l'Istituto nazionale di documentazione
per l'innovazione e la ricerca educativa, con le università e
le altre agenzie formative”. E ancora, gli I.R.R.E.
supportano l'autonomia delle istituzioni scolastiche in modo particolare
mediante “partecipazione e collaborazione per l'attivazione di
un sistema di scambio di documentazione tra le istituzioni scolastiche”
(lett.e, comma 3). Il sistema trova la
logica quadratura in un terzo livello, quello delle istituzioni scolastiche
autonome. Queste costituiscono la fucina delle esperienze, dei problemi
quotidiani del fare scuola e quindi di chi alimenta e fruisce, al tempo
stesso, dei vantaggi che un sistema di documentazione può fornire
agli addetti ai lavori. Il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, ha previsto:
all’art. 6 che: “Le istituzioni scolastiche, singolarmente
o tra loro associate, esercitano l'autonomia di ricerca, sperimentazione
e sviluppo tenendo conto delle esigenze del contesto culturale, sociale
ed economico delle realtà locali e curando tra l'altro: la documentazione
educativa e la sua diffusione all'interno della scuola (lett.e, comma1)
e gli scambi di informazioni, esperienze e materiali didattici" (lett.f, comma 1).
all’art.7, comma 6, che: “Nell'ambito delle reti di scuole,
possono essere istituiti laboratori finalizzati tra l'altro alla documentazione,
secondo procedure definite a livello nazionale per la più ampia
circolazione, anche attraverso rete telematica, di ricerche, esperienze,
documenti e informazioni"(lett. e). Il legislatore
nel definire le competenze assegnate ai tre livelli di intervento ha
voluto indicare un percorso di sviluppo logico che partendo da un micro-sistema
(all’interno della scuola) si evolva verso un macro-sistema (ambito
delle reti e livello nazionale).
IL PERCHE’
La legge 59/97 e il periodo di sperimentazione dell’autonomia
scolastica, culminato con l’entrata in vigore del D.P.R. n.275/99,
ha trasformato la logica della scuola dell’adempimento in quella
della scuola tesa alla ricerca della qualità del servizio erogato.
Tale trasformazione, frutto di anni di dibattito culturale, costituisce
elemento che innova la logica della documentazione. La scuola ha vissuto
il documentare come un adempimento amministrativo, atto burocratico
con cui essa si è trovata a convivere, snaturando, a volte, la
dinamicità del processo educativo.
Muovendosi nell’ottica della partecipazione e del servizio da
erogare, il documentare diventa uno degli strumenti per affrontare
la complessità scolastica. La documentazione delle esperienze
scolastiche, con particolare riferimento a quelle didattiche, mostra
ciò che la scuola pensa, dichiara e fa in concreto ma anche il
potenziale di cultura didattica che la scuola può fornire per
la crescita delle professionalità in essa presenti.
LE FACCE DELLA DOCUMENTAZIONE
La documentazione come cultura
La cultura del documentare risponde all’idea di partecipazione
e di servizio e può costituire uno dei modi per evitare il solipsimo
in cui la scuola dell’autonomia può cadere. Documentare
vuol dire anche mettere a disposizione degli altri il proprio vissuto,
"ciò che so fare e ciò che non so fare". E'
dunque anche una richiesta di aiuto, se si entra a far parte di un circuito
di sistema.
La documentazione come metodo
Documentare come metodo di lavoro spinge ad uscire da momenti di approssimazione
per cercare di assumere quegli atteggiamenti e quella mentalità
scientifica che possano condurre ad una ricostruzione della memoria
storica di ciò che si è fatto, di come si è fatto
e di ciò che si è realizzato.
La documentazione come strumento
Documentare diviene anche uno strumento per riflettere criticamente
sui processi e sui prodotti, per avviare itinerari di sviluppo di consapevolezza
ed autovalutazione.